Donald Trump, Obama e quella brutta storia di hackeraggio

Fin dalla candidatura del tycoon a Presidente degli Stati Uniti i rapporti con il Presidente uscente Barack Obama sono stati burrascosi. Nell’ultima campagna elettorale non sono mancati gli scontri, le battute poco carine, le diffamazioni e le ritorsioni tra Hillary Clinton (democratica ed appoggiata fortemente da Obama) e Donald Trump (repubblicano nel cuore e nell’anima).

Ma ora sembrerebbe che la tensione sia arrivata davvero alle stelle. Una brutta storia sembra essersi abbattuta sulla Casa Bianca e su quella vittoria repubblicana che fa tanto discutere.

L’8 novembre 2016 Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali e dal 20 gennaio 2017 prenderà ufficialmente le redini di Obama. Di quella vittoria gioiscono, a detta di molti, con estremo forse troppo entusiasmo, i vertici Russi. Non è un segreto, infatti, che Trump e Putin siano sempre andati d’accordo su molti punti di comportamento e di gestione del proprio Paese ma la cosa ha fatto insospettire. Il rapporto dei servizi segreti informa di alcune intercettazioni di decine di funzionari del Cremlino che hanno festeggiato la vittoria di Trump sulla democratica Clinton. Un festeggiamento visto come un importante cambiamento geopolitico in favore di Mosca.

obama-e-trump

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Un rapporto della CIA, nelle mani di Obama, è stato consegnato ieri, 6 gennaio, a Trump, durante un incontro davanti al direttore della Cia John Brennan, il direttore dell’Fbi James Comey e il numero uno della National Intelligence James Clapper.. Il documento, di 50 pagine, riporta i nomi dei funzionari russi che avrebbero hackerato i documenti dei democratici durante le elezioni presidenziali per fornirli poi a Wikileaks. Già il 16 dicembre scorso il Presidente USA uscente durante un suo intervento aveva definito la Russia “responsabile dell’attacco hacker al partito democratico”. Aveva poi rivelato di avere detto a Putin“di porre fine” agli attacchi quando i due si erano incontrati a settembre in Cina. Pochi giorni dopo arrivava l’ordine di l’espulsione immediata di trentacinque alti funzionari e diplomatici russi sospettati di legami con i servizi segreti.

Di contro Trump non aveva fatto caso a ciò, cosi come Putin. Anche se ha contrattaccato con due tweet.“Come e perché sono sicuri dell’hackeraggio?”, scrive sul social. “Il Democratic Nation Economic Committee non avrebbe consentito all’Fbi si valutare le informazioni nei sui computer dopo il presunto hackeraggio della Russia. Quindi come e perché sono così sicuri dell’attacco se non hanno mai chiesto un esame dei server? Cosa sta accadendo?”. Così come dichiara anche “Buzzfeed news” secondo cui il bureau non avrebbe neanche mai chiesto di esaminare i server dei democratici. Una questione che Trump definisce come una “caccia alle streghe”. E ancora: “Chiederò ai capi delle commissioni di Camera e Senato di indagare sulle informazioni top secret condivise con l’Nbc”. Poco prima infatti si è chiesto “Come mai Nbc abbia potuto buttare un occhio al rapporto segreto che è stato presentato a Obama. “Chi lo ha consegnato? Perché? Politica!”.

Il giorno dell’insediamento ufficiale alla Casa Bianca è ormai alle porte e Trump avrebbe voluto il gruppo musicale “Il Volo” durante la cerimonia. Dovrà però riversare su altri artisti. Il trio ha infatti declinato gentilmente l’invito. Il perché? “Non siamo d’accordo con le sue idee, non possiamo appoggiare chi si basa su populismo oltre che su xenofobia e razzismo”. Questa la motivazione, anche se la loro decisione è stata molto contestata dai più. Non si dovrebbe cantare per chi è delle stesse idee politiche o sociali ma bisognerebbe trasmettere qualcosa attraverso la musica, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Non recita così la nostra Costituzione Italiana?

Silvia Roberto