Città Nuove si presenta. E la comunicazione, in attesa della politica, torna protagonista

Scritto da redazione il . Postato in Politica, Primo Piano

“Non c’è democrazia senza politica e non c’è politica senza i partiti”. Con queste poche ma eloquenti parole, la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha lanciato nell’agone della politica nazionale la sua fondazione Città Nuove. Il battesimo del movimento, che già nelle ultime elezioni amministrative ha presentato liste e candidati in tutta Italia, è avvenuto in un clima di festa ma soprattutto in una cornice nuova, innovativa, che ha sorpreso i presenti tanto quanto le parole del Governatore.
Il Pala Atlantico dell’Eur infatti si è presentato in una veste del tutto originale, lontana anni luce dalla staticità che in genere contraddistingue questo genere di eventi. Il palco ad esempio si sviluppava su due livelli: un semplice sgabello, sul quale la Governatrice ha illustrato il suo programma e poi un podio, circondato da sagome di cartone rappresentati quella gente comune che tanti invocano a parole di voler riavvicinare alla politica ma che nessuno, nei fatti, riesce veramente a raggiungere. E allora l’idea di piazzarli lì, davanti a tutti, davanti alla stessa Polverini rende chiaro il messaggio che Città Nuove vuole lanciare: la gente prima di tutto. Non uno slogan, ma un appello accorato che la presidente della Regione Lazio ha ribadito più volte durante il suo intervento, rivendicando il merito della politica e denunciando le colpe di chi, cavalcando il qualunquismo imperante, pretende di farsi portavoce della società civile, senza avere idee e progetti concreti.
A rinforzare il concetto ci ha poi pensato la splendida scultura di un artista viterbese che, raffigurando tre operai in un momento di pausa, vuole ribadire l’importanza del tema del lavoro e la sua imprescindibilità per il nostro modello sociale. Anche questo un pensiero che la Polverini ha più volte ribadito durante il suo intervento. E il merito dell’allestimento scenico sta tutto nell’essere stato perfettamente omogeneo alle parole di chi in quel momento lo presenziava, accompagnando, al massimo anticipando ma mai smentendo, il pensiero che veniva via via sviscerato al pubblico. Mission portata a termine anche grazie all’uso innovativo di video introduttivi per ognuna delle parole chiavi che rappresentano la colonna portante del programma di Città Nuove: lavoro, famiglia, ambiente, politica. Colpo di scena finale, un telo bianco che si scopre regalando alla platea la vista di una scultura dell’Italia, chiaro rimando all’unità del paese.
Non sappiamo se Città Nuove sarà realmente innovativa nel programma e nel suo modo di intendere il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Ma intanto registriamo un rinnovamento estetico, una comunicazione vincente nella sua presentazione, che fa ben sperare per il futuro. Un buon inizio insomma. E di questi tempi non è poco.

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