Il Messaggero Cronaca di Roma «Metro, è sciopero selvaggio il prefetto intervenga»

Scritto da redazione il . Postato in Rassegna Stampa

La metro B1 procede, ma sempre più a singhiozzo. Alle carenze nel parco treni, nei primi giorni di servizio della nuova linea, si è aggiunto il braccio di ferro tra Atac e macchinisti, accusati dall’azienda di stare mettendo in campo un vero e proprio «sciopero selvaggio», con pesanti ripercussioni. «Purtroppo, fino a lunedì incluso, la circolazione sull’intera linea B della metropolitana potrebbe subire gravi rallentamenti a causa del persistente rifiuto di alcuni macchinisti, speriamo non incoraggiati da qualche sigla sindacale, di effettuare turni cosiddetti a straordinario, che non hanno nulla a che vedere col lavoro straordinario, pur essendo pagati con maggiorazione». Ieri sera, alla stazione Tiburtina il picco di ritardo dei treni ha raggiunto 20 minuti. «Se c’è qualcuno che, magari utilizzando posizioni delicate nel sistema della metro, vuole mettere in difficoltà Roma si sbaglia di grosso – avverte Gianni Alemanno – Saremo durissimi: non devono essere i cittadini a pagare il prezzo di questi atteggiamenti».

Antonello Aurigemma, assessore capitolino alla mobilità. Le prime giornate di servizio della metro B1 hanno mostrato forti criticità. Come le affronterete?

«Non si tratta di criticità strutturali, ma, come ha spiegato diffusamente Atac, di problemi causati dall’atteggiamento ostruzionistico di alcuni macchinisti. Ho inviato una lettera al prefetto per chiedere un suo intervento: lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma bisogna farlo secondo le regole stabilite dalla legge e senza ledere il diritto alla mobilità di centinaia di migliaia di cittadini».

La vertenza con i macchinisti è risolvibile in tempi brevi?

«Più che la tempistica è importante il metodo: la dialettica tra azienda e sindacati deve essere ricondotta su binari di correttezza. Da questo punto di vista mi sembra che Atac abbia più volte ribadito la propria disponibilità a sedersi a un tavolo per esaminare tutte le questioni insieme ai rappresentanti dei lavoratori, ma nello stesso tempo ha ribadito la sua netta contrarietà a qualsiasi forma di ricatto. È evidente che, mentre si stanno chiedendo sacrifici a tutte le categorie di lavoratori (come dimostra il taglio di 2 milioni di euro alle retribuzioni variabili di dirigenti e quadri o l’aumento dell’orario di lavoro a parità di retribuzione per amministrativi ed operai), non è accettabile che qualcuno pensi di ridurre produttività ed aumentare gli stipendi grazie allo straordinario».  … … … (Fabio Rossi)

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