La Repubblica Cronaca di Roma “Quando il cardinale Laghi mi consegnò 800mila euro per la casa di riposo per preti”
CONSULENZE sospette, montagne di denaro consegnate in cash, metodi di prelievo incomprensibili. Il quadro dell’Idi che esce dai verbali depositati dalla procura al tribunale del Riesame è preoccupante. E forse serve a spiegare un buco, enorme, su cui indagano i magistrati. Una trentina di pagine di verbali in cui emergono gli sprechi di uno dei fiori all’occhiello della sanità italiana. Ventidue maggio scorso, davanti al pm Michele Nardi, titolare del fascicolo insieme all’aggiunto Nello Rossi, compare Franco Decaminada (che pochi giorni più tardi verrà iscritto nel registro degli indagati, insieme ad altri quattro dirigenti, per associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e per una serie di reati fiscali): al magistrato spiega anche la vicenda del casale in Maremma da oltre 2 milioni di euro. «Tutto nacque da un’idea del cardinale Laghi (Pio, morto nel 2009, ndr) di costituire un centro culturale e di riposo per religiosi in pensione… Per questo ho realizzato una srl denominata Punto Immobiliare che ha acquistato il terreno e realizzato l’immobile». Il sacerdote spiega come ha avuto tutti quei soldi. «Il denaro mi è stato dato, per circa 700-800mila euro in varie circostanze in contante e brevi manu dallo stesso cardinal Laghi. Il resto viene dal mio conto corrente. Altri 100mila euro provengono dall’impresa di famiglia che ha sede a Brescia e si chiama Chivas Abbigliamento ». Una vicenda che tradisce alcune stranezze. Innanzitutto, le enormi somme cash. E poi, se quel centro era per la Congregazione, per quale motivo Decaminada ha usato denaro personale e della sua famiglia? Domande alle quali gli inquirenti dovranno dare risposta.
Tags: cardinale Laghi, casale in Maremma, Franco Decaminada
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