Lo zio Pallotta d’America

James Pallotta

James Pallotta

Un tempo, scoprire di avere uno zio negli Usa, era il sogno proibito di tutti gli italiani. Zio uguale dollari e dollari uguale benessere.

Questa l’esaltante equazione dei nostri connazionali, in cerca di una svolta alla loro vita. Col tempo, questa equazione ha perso la sua validità ed ha invertito la sua efficacia.

Sono i cittadini Usa, oggi, che cercano uno zio italiano e, nel caso di specie, lo hanno rinvenuto  nella gloriosa, testaccina Roma Calcio Spa.

Uno zio in difficoltà momentanee, quello italiano, ma con grosse prospettive di rilancio con il suo nuovo stadio da costruire a Roma.

E Rosella Sensi, per onorare la memoria del padre, grande e glorioso presidente del Club per molti anni, aveva ceduto agli americani il pacchetto della Roma Calcio con grandi speranze, certa di un luminoso futuro per la squadra giallorossa in mano allo zio Usa.

Ma se il business del costruendo stadio si blocca o ritarda, ecco cessare il mecenatismo dello zio Usa, confermando nei fatti l’inversione di tendenza della antica equazione.

Il popolo giallorosso mugugna e si chiede, in maniera piuttosto colorita, come mai il dovizioso zio d’America, invece di allargare i cordoni della borsa per il rafforzamento del parco giocatori del Club ed il rilancio della squadra, pensa solo a stringerli, vendendo i suoi gioielli migliori (Pjanic), mirando solo a ripianare il deficit di bilancio?

E se il nuovo stadio della Roma non dovesse più costruirsi o fosse autorizzato senza larghi sprechi costruttivi, riducendone le cubature ed i relativi profitti, cosa accadrà alla antica società testaccina?

Al momento, è questo l’annoso interrogativo che arrovella il popolo giallorosso, facendogli ingurgitare porzioni elefantiache di pillole anti gastrite.

Ma come sempre avvenuto nel passato, l’ottimismo del popolo giallorosso prevale sul conseguente disappunto e, con il proverbiale linguaggio colorito che gli è proprio, rivolgendosi al nuovo sindaco di Roma, continuano da tempo ad implorarla: “Virginia, facce sogna’!”.

Pier Francesco Corso