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Roma-Genoa: ultima chiamata per Eusebio Di Francesco

Roma – Sarà un match rovente quello che accompagnerà Roma e Genoa nel posticipo della 16esima giornata di serie A. In uno stadio Olimpico desolatamente vuoto (solo 4.000 i tagliandi venduti da aggiungere agli abbonati) giallorossi e rossoblù si danno appuntamento stasera alle ore 20.30 per cercare di dare una sterzata importante al loro fin qui impietoso campionato.
Da una parte una Roma ridotta all’osso per via degli infortuni e con le ossa rotte per via delle ultime scadenti prestazioni. Dall’altra un Genoa capace di non far bottino pieno dallo scorso 30 settembre e incredibilmente sbattuto fuori dalla coppa Italia dalla compagine corregionale della Virtus Entella, militante in serie C. Il tutto condito dall’avvicendamento in panchina tra Juric, al quale è proprio costato l’estromissione dalla coppa nazionale e Prandelli, vecchia conoscenza dalle parti di Trigoria.

Qui Roma

Quando si parla di avvicendamenti in panca non si può non fare accenno alla posizione di bilico su cui verte l’allenatore della Roma. Sul tecnico abruzzese gravano gravemente gli scarsi frutti raccolti fin qui. La sconfitta, anche se indolore, di Plzen è stata l’ultima goccia di un vaso già traboccante di risultati negativi. L’ottavo posto in classifica e gli a malapena 21 punti conquistati in 15 partite non possono far sorridere dirigenza nè tantomeno piazza, pronta per l’occasione ad esplodere tutto il proprio dissenso per la gestione di questo campionato.

Per la sfida ai liguri Di Francesco potrebbe appellarsi ad una incredibile mossa a sorpresa, o della disperazione, per dare una diversa lettura: difesa a 3 e Nicolò Zaniolo falso nove. Follia o possibilità di rilancio? solo il campo potrà sentenziare l’ennesimo cambio modulo e la scelta di schierare Fazio, Manolas e Juan Jesus tutti insieme come nella fatata notte Champions contro il Barcellona. Con il terzetto a protezione di Olsen vedremo Florenzi e Kolarov leggermente più alti, a formare un centrocampo rifinito dai sempiterni Nzonzi e Cristante.

Le novità più rilevanti saranno tuttavia in attacco, dove l’eventuale esclusione di Schick e l’ennesima assenza di Dzeko spalancherebbero le porte alla soluzione Zaniolo come terminale d’offesa. L’ex Inter sarà infine coadiuvato dagli altri due under 21 Kluivert e Cengiz Under.

Roma 3-4-3: Olsen; Fazio-Manolas-Juan Jesus; Florenzi-Cristante-Nzonzi-Kolarov; Under-Zaniolo-Kluivert

Qui Genoa

Se da una parte abbiamo un allenatore sul filo del rasoio, dall’altra ne abbiamo un altro che si è da poco insediato. Cesare Prandelli è tornato ad allenare una squadra di A e lo ha fatto ripartendo da Genova. L’ex coach tra le altre della nazionale italiana è approdato all’ombra della Lanterna dopo che Juric ha clamorosamente fallito l’aggancio agli ottavi di coppa Italia, in cui avrebbe proprio dovuto affrontare la Roma nel turno successivo.

Il pericolo numero si chiama Krzysztof Piatek. Magnifico l’impatto nel nostro campionato per il calciatore nativo di Dzierzoniow (Polonia): 11 realizzazioni in 15 giornate, che fanno automaticamente del polacco lo spauracchio numero 1 per le retroguardie avversarie nonchè calciatore più prolifico (assieme a Ronaldo) della manifestazione.
Altra figura importante è quella di Christian Kouamè. L’ivoriano, accostato anche ai giallorossi per il prossimo mercato di riparazione, forma con Piatek la coppia d’assi della compagine genovese. Saranno anche per questa sera coloro che proveranno a rendere amara la prestazione alla retroguardia capitolina.

Prandelli schiererà un 3-5-2. A protezione di Radu anche un’altra vecchia conoscenza della Capitale: Ervin Zukanovic, che da queste partì stanziò per metà anno collezionando 9 presenze nel 2016. Oltre al bosniaco anche Biraschi e Romero. Infine folto, anzi foltissimo il centrocampo. Saranno infatti 5 i mediani di Cesare Prandelli, con Romulo, Hilijemark, Sandro, Bessa e Lazovic a far densità in mezzo al rettangolo di gioco.

Genoa 3-5-2: Radu; Biraschi-Romero-Zukanovic; Romulo-Hilijemark-Sandro-Bessa-Lazovic; Kouamè-Piatek

Massimiliano Sciarra