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Acqua, rifiuti, trasporti: i nomi degli avvoltoi che ci divorano

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Acqua, rifiuti, trasporti: i nomi degli avvoltoi che ci divorano –

È tutto un magna-magna, questo si sa, lo sanno tutti. Ma Mario Giordano (Avvoltoi – L’Italia muore, loro si arricchiscono – Mondadori, 2018, 200 pagine, 19 euri) sa pure nomi e cognomi di chi magna, sa quanto magna ognuno di loro, sa come si procurano il cibo e lo racconta a chi ha ancora nel portafogli i soldi per comprare il libro, appena uscito.

Come ha dimostrato in Profugopoli, il commercio dei migranti rende di più, molto di più del commercio della droga. Ora rivela quanto rendono le concessioni statali e le municipalizzate: molto di più, ancora di più dello sfruttamento dei migranti.

Gli avvoltoi che lucrano in modo spropositato sulle concessioni riguardanti l’acqua, i rifiuti, i treni, le autostrade, non sono nemmeno tanti, ma i loro appetiti sono enormi, complici gli amichetti che cercano di saziarli – ma loro sono insaziabili – elargendo concessioni che gridano vendetta.

Concessioni date, ufficialmente, in cambio di investimenti per migliorare la distribuzione dell’acqua nei rubinetti della gente che paga, spesso in cambio di pochi litri a settimana, bollette dagli importi assolutamente ingiustificati, se non dall’appetito di chi ha vinto la concessione. Gli investimenti latitano, i tubi sono rotti e perdono per strada la metà (media nazionale) di ciò che i cittadini pagano per intero.

E i rifiuti? Con la raccolta differenziata dovrebbe essere assicurato il riciclaggio di carta, vetro, plastica, metalli, con un netto guadagno per la collettività. E invece no, a guadagnare sono soltanto i concessionari, che aumentano le tariffe promettendo investimenti che non arrivano mai. La differenza se la mettono in tasca, nemmeno ringraziando gli involontari mecenati, che se non pagano la Tari rischiano di dover poi pagare pure gli interessi. Sempre a loro, agli avvoltoi.

Una bella, comoda, appetitosa fonte di cibo per gli avvoltoi è fornita anche dai treni. Non c’è solo Frecciarossa e Italo a correre sulle strade ferrate d’Italia. Ci sono anche le tante concessioni per le linee locali, che si fanno notare da anni per i ritardi che puntualmente penalizzano i pendolari, lavoratori che coraggiosamente sopportano di viaggiare, anche in piedi, o seduti su sedili sporchi, mai lavati, coi finestrini bloccati per non annullare i benefici dell’aria condizionata, che però non funziona mai, causando raffreddori e colpi di calore, secondo la stagione.

E fossero solo questi i problemi! Gli incidenti, gli incidenti spesso mortali, dovuti a assenza di manutenzione dei binari, col pezzo di legno a sostituire il pezzo di ferro staccatosi dalla rotaia, coi binari unici e senza un sistema che blocchi un treno mentre dall’altra parte ne arriva un altro.

I concessionari non investono? No, no, investono. Investono acquistando la villa, l’auto di lusso, l’orologio d’oro coi brillanti per loro e per i pargoli. Col tempo, si sa, tutta roba che aumenta di valore, investimenti produttivi, per loro, gli avvoltoi.

Il ristorante più lussuoso, più appetitoso per gli avvoltoi però è un altro: il casello dell’autostrada. Per carità, gli avvoltoi non vanno a mangiare il cibo mummificato dei tanti punti di ristoro delle autostrade. No, no, loro mangiano direttamente al casello. Voi arrivate con la Panda al casello, versate il dovuto, e gli avvoltoi mangiano. Mangiano tanto. Con la scusa degli investimenti per fare lavori che nessuno vede, ottengono dallo Stato annuali aumenti del pedaggio. Investono dieci e incassano cento. Comodo, no?

Poi, visti i risultati scadenti degli investimenti, non trasformati in miglioramenti del servizio, ottengono dallo Stato e dalle Regioni il prolungamento della concessione, in modo che con nuovi investimenti, che nessuno controlla, gli avvoltoi possano sfamarsi sempre di più, a rischio di farsi scoppiare il fegato.

Ma il fegato loro non scoppia mai, scoppia quello dei cittadini che si rendono conto di essere taglieggiati e di non poter ottenere nulla da proteste, esposti e denunce.

Concessioni e municipalizzate sono la via italiana alle false privatizzazioni, dove è pubblica la spesa, la spesa a carico dei cittadini, e privato il guadagno. Degli avvoltoi.

La denuncia di Giordano, documentata da una bibliografia ricca e pignola, non riuscirà a convincere i politici a curare gli interessi dei cittadini invece di quelli degli avvoltoi. Il libro però, oltre a pubblicare nomi e cognomi degli avvoltoi, ha una breve sezione per insegnare ai lettori a usare le poche difese che hanno per evitare di essere divorati.

Quel poco che si può fare, facciamolo! Chissà che un giorno un qualche partito non sposi la causa, per vincere le elezioni.

Arrigo d’Armiento

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