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Alluminio: meglio le bufale dell’algoritmo che le boccia

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Alluminio: meglio le bufale dell’algoritmo che le boccia –

Ogni tanto l’alluminio torna sui giornali per i pericoli che la sua ingestione dà al sistema nervoso umano. Non è una novità. Che l’alluminio sia implicato nella genesi del morbo di Alzheimer è noto da almeno trent’anni. Il problema è capire a quali dosi influisce sul sistema nervoso. C’è alluminio, per esempio, negli asparagi, ma in quantità minima. C’è alluminio in medicinali contro il mal di stomaco. C’è alluminio nei vaccini, forse il più dannoso in rapporto al peso dei neonati ai quali si inietta. C’è alluminio nei deodoranti personali. E l’alluminio in fogli è strausato per conservare cibi in frigorifero, per le capsule del caffè. E’ la somma che dà il totale, direbbe il principe Clemente Gagliardi De Curtis erede al trono di Bisanzio.

La cosa che mi fa più paura è quella segnalata, in un articolo su Libero, come positiva: l’algoritmo dei motori di ricerca che distingue tra notizie serie e bufale. Le notizie serie sarebbero, anche sul pericolo dell’alluminio, quelle della comunità scientifica ufficiale, le bufale tutte quelle che non piacciono alla comunità scientifica ufficiale. Bufale ce ne sono, da quelle innocue a quelle pericolose. Ma la censura dell’algoritmo è peggio, molto peggio, delle bufale. E’ il caso di dire: Dalle bufale mi guardo io, dalla comunità scientifica mi guardi Iddio. (Ard)

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