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“Alto Tradimento”: chi e come ha svenduto l’Italia

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“Alto Tradimento”: chi e come ha svenduto l’Italia –

Che l’Italia sia stata svenduta, agli stranieri e agli amici degli amici, lo sanno anche i sassi rimasti, tra una buca e l’altra, sul suolo del nostro povero e depredato paese. Angelo Polimeno Bottai, vicedirettore del TG1, in questo libro (Alto Tradimento, 2019, 164 pagine, Rubbettino editore, 15 euri) si fa aiutare dal giurista, ex ministro, Giuseppe Guarino a indicare nomi e cognomi di chi l’ha svenduta e come si è proceduto per inguaiare gli italiani a beneficio dei soliti noti.

L’autore scava nella miniera dei ricordi e dei puntigliosi appunti di Guarino per accendere un faro sulle vere origini del declino dell’economia e della sovranità dell’Italia. Ne esce un quadro nel quale le vicende degli ultimi trent’anni vengono mostrate senza reticenze: “le privatizzazioni, la gigantesca dismissione dell’apparato industriale dello Stato contrassegnata da feroci scontri politico-economici e avvenuta con procedure e condizioni di aspra lettura; il Patto di Piazza Borghese, una trattativa segreta per far rinascere un grande partito dei moderati erede della Dc che ha coinvolto le massime autorità istituzionali, della politica ed ecclesiastiche, che interessi estranei a quelli comuni hanno fatto fallire e che viene rivelata su queste pagine per la prima volta; il via libera dell’Italia allo stravolgimento dei Trattati europei con spericolati quanto illegittimi artifizi giuridici. Tutte operazioni che recano il segno di un ristretto gruppo dirigente. Sempre lo stesso”.

Vi siete mai chiesti perché lo Stato ha venduto a cento a Tizio un’industria che Tizio ha rivenduto a mille? E perché Tizio ha potuto pagare quel prezzo di favore con un finanziamento concessogli generosamente da una banca di proprietà dello Stato? E non è un caso singolo, sono tante le svendite a saldo delle più redditizie aziende statali e parastatali.

Volete sapere perché Gianni Agnelli e il salotto buono della finanza hanno cercato in tutti i modi di far cadere il governo Berlusconi? Eppure, era il primo governo guidato da un imprenditore, un collega – anche se poco amato – di Agnelli. Leggetevi la vicenda dei telefoni (Sip, Telecom), che il cavaliere – e Guarino – non volevano regalare all’avvocato.

E volete sapere perché il ministro delle partecipazioni, che era Giuseppe Guarino, venne costretto a dimettersi dal governo di Giuliano Amato? La risposta è semplice: era contrario alla svendita a prezzi di favore.

Tutte le privatizzazioni sono state un arraffa-arraffa. La Sme, che Prodi voleva cedere a De Benedetti per quattro soldi anticipati dalla Banca Commerciale, una volta spezzettata fu venduta a un prezzo tre volte superiore a Nestlè e a Benetton dopo che Craxi ebbe convinto Berlusconi e Barilla a presentare un’offerta migliore, in grado di far partire un’asta.

La svendita più folle, però, è stata quella che ha visto come beneficiari gli Stati dominanti dell’Unione Europea. Già a Maastricht non è stato firmato un buon trattato, ma successivamente Germania e Francia, per tacer dell’Olanda, sono riusciti a rendere obbligatorie norme come il pareggio in bilancio e il Fiscal Compact senza modificare il trattato, come previsto dal trattato stesso, ma intervenendo con regolamenti entrati in vigore senza l’approvazione dei parlamenti nazionali.

E l’euro che cos’è se non la fine della sovranità nazionale – uno Stato è sovrano se batte moneta – per cederla a chi fa il bello e il cattivo tempo a Bruxelles, obbedendo a Berlino e a Parigi, per tacer dei loro compari?

Per capire quanto alto sia stato e continui a essere il tradimento occorre leggere questo libro, che non tradisce il lettore desideroso di  scoprire la verità.

Arrigo d’Armiento

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