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Cassazione: no al panino a scuola. Tolta la libertà alle famiglie

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Cassazione: no al panino a scuola. Tolta la libertà alle famiglie –

Togliete i figli dal tempo pieno (finché è consentito) –

Leggo sul Corriere della sera online: “Non esiste un «diritto soggettivo» a mangiare il panino portato da casa «nell’orario della mensa e nei locali scolastici» e la gestione del servizio di refezione è rimesso «all’autonomia organizzativa» delle scuole.

“Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione, accogliendo il ricorso del Comune di Torino e del ministero dell’Istruzione, e ribaltando una pronuncia favorevole ai genitori degli alunni che preferivano alla mensa il pasto portato da casa”. (Prosegue dopo gli inserti pubblicitari).

Ormai c’è da aspettarsi di tutto, pure stabilire che i bambini non hanno un “diritto soggettivo” a mangiare il panino preparato dalla mamma. Una sentenza politicamente corretta: i bambini non possono essere indipendenti neanche quando mangiano. La famiglia stia fuori della scuola. La comunità è più importante della libertà della famiglia. Anche se la mensa scolastica fa schifo e i bambini tornano a casa affamati.

Non esiste il diritto soggettivo a mangiare quello che ti pare, quello preparato a casa. Poveri noi, con questa cassazione allineata al politicamente corretto, cioè alla guerra all’ultimo sangue contro la famiglia.

C’è un solo modo di difendere i propri figli: toglierli dal tempo pieno, finché è consentito.

Non esiste il diritto soggettivo, dice la cassazione. Cioè non esiste la libertà. I bambini devono adattarsi fin dall’asilo a vivere in una dittatura. E la chiamano democrazia.

Arrigo d’Armiento

 

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