Che Lazio! 3-1 all’Atalanta e sorpasso

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    Che Lazio! 3-1 all’Atalanta e sorpasso –

    Chi la fa l’aspetti, quel che è fatto è reso, insomma: vendetta tremenda vendetta! Vabbè, lasciamo stare le frasi fatte, ma come si può non esultare per la chiara rivincita che la Lazio s’è presa sull’Atalanta a pochi giorni dalla sconfitta in Coppa Italia?

    Per carità, due partite uguali, corrette, maschie (come si dice delle gare combattute ma senza spargimento di sangue), l’una lo specchio dell’altra. In Coppa, i bergamaschi hanno surclassato i romani (3-2), nella corsa allo scudetto i romani hanno insegnato (3-1) ai bergamaschi come si gioca a pallone.

    La squadra di Inzaghi da tempo è specializzata nel fare gol all’inizio e alla fine della partita. All’inizio oggi ci ha pensato Marusic, con una eccezionale veloce parabola al 3° minuto (per la precisione, al minuto 2 e 6 secondi), alla fine ci ha pensato Muriqi all’82’. Muriqi non sta facendo rimpiangere Caicedo, rubandogli l’abitudine a segnare quando manca poco al fischio finale.

    Parte sùbito la Lazio, l’Atalanta non si preoccupa, convinta con qualche ragione di essere superiore. Marusic da sinistra spara una cannonata con traiettoria impossibile da prendere per il povero Gollini, che si lancia e sfiora il pallone che s’infila tranquillo a un centimetro dal secondo palo.

    Gasperini capisce sùbito con chi ha a che fare oggi e comincia a dare ordini a squarciagola al suo esercito rimasto paralizzato dalla sorpresa.

    E i nerazzurri cercano di reagire, per la verità all’inizio facendo più confusione che arrembaggio. Ci provano in tanti, Zapata, Ilicic (che cerca di incolpare gli scarpini), De Roon e altri volontari, volonterosi ma inefficaci. Tra i laziali, che non lasciano troppo avvicinare gli avversari, Milinkovic Savic, Lazzari, Immobile, Correa, Luis Alberto con le loro incursioni in contropiede fanno capire ai bergamaschi che non c’è trippa per gatti. Il centrocampo è biancoceleste (anche se oggi laziali in maglia verde) con poco spazio per i padroni di casa.

    Al 38’ Simone Inzaghi è costretto a far uscire Patric, ammonito e diffidato, e fa esordire in campionato l’ex milanista Musacchio, senza rischiare niente.

    Nel secondo tempo, al 51’, il capolavoro del duo Immobile-Correa, un capolavoro degno della Scala. Reina rinvia, Ciro gira al volo su Joaquìn che scatta e palla al piede penetra in area, aggira Gollini e infila in rete. Se ne vedono pochi di questi gol in serie A.

    La Lazio adesso ha questo vizio: fa gol nei primi minuti del primo e del secondo tempo, per poi chiudere la partita poco prima che l’arbitro fischi la fine.

    Gasperini le prova tutte per resuscitare l’Atalanta di qualche giorno fa. Al 54’ fa entrare Pasalic al posto di Miranchuk e Muriel al posto di Zapata, poi al 67’ fa entrare Lammers al posto di Ilicic e delle sue nuove scarpe, al 78’ Caldara sostituisce Freuler. È la coppia Muriel-Pasalic la mossa più fortunata. Muriel al 79’ scappa a Acerbi e spara rasoterra sul palo a sinistra di Reina e Pasalic, che passava da quelle parti, senza fatica ripone il pallone nella rete.

    L’Atalanta si galvanizza, crede di potercela fare a recuperare almeno il pareggio, ma fa i conti senza l’oste. L’oste è Muriqi, che all’81’ ha preso il posto di Immobile (mentre Escalante sostituisce Leiva e Pereira sostituisce Correa). Un minuto dopo, Milinkovic Savic lancia a sinistra sull’area di rigore Pereira che senza pensarci nemmeno un secondo gira a Muriqi che si trova solo soletto al centro davanti alla porta sguarnita e deposita il terzo pallone in casa bergamasca, con grande sconforto di Gollini e di Gasperini (che al termine della partita, per la verità, sorride riconoscendo sportivamente il valore degli avversari).

    Lazio a 37 punti, Atalanta scavalcata di un punto, zona Champions sempre più vicina. Se gioca sempre così, soddisfazioni e piacevoli sorprese non mancheranno ai biancocelesti in questo campionato.

    Bruno Cossàr

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