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Derby alla Lazio, più decisa di una Roma in confusione

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Derby alla Lazio, più decisa di una Roma in confusione

Commentare un derby finito 3-0 è facile, non ci sono dubbi su chi ha giocato meglio. Ha giocato meglio la Lazio, che aveva le idee chiare e i calciatori sicuri nello svolgere il loro compito. La Roma, la bella Roma vista in tante partite, non c’era proprio.

I giallorossi sono apparsi subito confusi, incerti su come affrontare i cugini, sorpresi di trovarsi di fronte a una squadra messa bene in campo, dove tutti hanno subito mostrato di sapere alla perfezione che cosa fare.

Pur con Immobile in panchina – è entrato nel secondo tempo – i biancazzurri si sono presentati con la migliore formazione e con Correa in giornata splendida, oltre che con il solito perfetto Acerbi, con Lulic, Leiva e Milinkovic Savic in condizione di comandare il gioco. E non dimentichiamo Caicedo, autore del primo gol, che più gioca e più dimostra le sue qualità preziose.

Roma stanca e senza idee, con una difesa in cui ha – negativamente – primeggiato Fazio, per la capacità di confondere i compagni invece degli avversari, e autore d’un intervento suicida su Correa che ha permesso a Immobile, appena entrato, di tornare al gol con un rigore strameritato.

Cataldi, entrato sul 2-0 al posto di Correa, è andato a fissare sul 3-0 il risultato.

Come troppo spesso accade nei derby, il finale è stato rovinato da qualche calciatore fedele al motto “e nun ce vonno sta”. Il diverbio, chiamiamolo così, tra l’ex laziale Kolarov e Radu si è concluso con il giallo salomonicamente mostrato da Mazzoleni a entrambi. Ma Kolarov, già ammonito in precedenza, se l’è visto tramutato in rosso.

I derby fanno storia a sé, soltanto nelle prossime giornate si capirà quale delle due squadre romane rimarrà più attaccata alla corsa verso la Champions League.

Bruno Cossàr

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