Le rubriche di RomaDailyNews - OPS - Opinioni politicamente scorrette - di Arrigo d'Armiento

Draghi, questo governo già oggi non mi piace

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    Draghi, questo governo già oggi non mi piace –

    Draghi ha sùbito chiarito ai partiti che gli hanno promesso di votargli la fiducia: “I ministri li scelgo io con Mattarella”. La costituzione gli dà ragione, ma non tenere conto delle richieste dei partiti a cui chiede il voto, non è il modo migliore per conservarlo a lungo.

    I nomi che circolano per coprire gli incarichi più prestigiosi – economia, esteri, difesa, istruzione, interno, giustizia, lavoro e previdenza sociale (adesso lo chiamano welfare, il benessere di chi lo gestisce, non dei cittadini), rapporti col parlamento, eccetera – sono tutti nomi di tecnici.

    Per carità, tecnici bravissimi, stimati da Draghi e da Mattarella, ma con nessuna esperienza politica e con nessun voto chiesto agli elettori.

    I partiti e i partitini sognano di veder nominati ministri o ministrini un paio di loro rappresentanti, così da poter dire che non si tratti di un governo tecnico, ma tecnico-politico.

    È democrazia, questa roba qua? A me non sembra. In Francia ministri e premier vengono scelti dal presidente fuori del parlamento. Se un deputato viene nominato ministro, deve dimettersi dalla camera. Ma il presidente è eletto dal popolo e ha questo potere per rispettare la netta separazione dei poteri senza la quale la democrazia non esiste.

    In Italia, il presidente non è eletto dal popolo, è scelto in trattative segrete tra i partiti, che non sono previsti dalla costituzione come istituzioni. Il presidente non ha il prestigio e l’autorità che gli potrebbe venire soltanto se fosse eletto direttamente dal popolo.

    Mattarella, politico di lungo corso, non era parlamentare quando nella carica più alta della repubblica lo ha insediato il suo partito, il Pd, con la collaborazione di altri gruppi e gruppetti. Draghi non si è mai presentato al giudizio di elettori, così come tutti, o quasi tutti, i suoi prossimi ministri.

    Insomma, nessuno, né Mattarella, né Draghi, né i ministri sono stati eletti dal popolo. Rappresentano i cittadini? No, non rappresentano i cittadini. E l’Italia non è una democrazia.

    Arrigo d’Armiento

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