RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Galli della Loggia, lo Stato manca da sempre, non da 20 anni

Più informazioni su

Galli della Loggia, lo Stato manca da sempre, non da 20 anni –

Ha ragione Galli della Loggia a dire, nell’editoriale sul Corriere della sera di oggi, che – anche nella tragedia di Genova – è tutta colpa dello Stato che ci manca. Peccato che il professore leghi il problema agli ultimi 20 anni. Prima, secondo lui, lo Stato c’era.

Secondo i suoi calcoli, è dal ’98 che lo Stato è andato in vacanza. Ma va! Ha una scarsa memoria, il professore. Diceva Enrico Mattei che lui prendeva i partiti come si prende un taxi, cioè negli anni ’50 riusciva, sganciando finanziamenti ai partiti, a fargli fare ciò che voleva lui.

Devo proseguire con l’elenco delle tangenti e degli scandali che hanno accompagnato la repubblica dalla nascita fino al ’98 (e anche dopo, ovvio)? Non basterebbero dieci volumi d’enciclopedia.

Voglio ricordare qui il “mercato delle vacche” che ha accompagnato la politica italiana da sempre. A fine legislatura – e a ogni finanziaria, a ogni manovra, a ogni milleproroghe – i partiti mercanteggiavano (e lo fanno tuttora) tra loro lo scambio di favori, io ti do una cosa a te, tu mi dài una cosa a me.

Non c’era, non c’è mai stata, una legge importante che fosse approvata senza il permesso, pagato con altri favori, dell’opposizione. Da allora, non è cambiato niente.

E’ vero, ha ragione Galli e pure della Loggia, lo Stato non c’è, ma non c’è mai stato perché così è stato deciso dai padri costituenti, che hanno disegnato le istituzioni in modo che nessun partito potesse governare senza il permesso degli altri.

Il potere esecutivo non appartiene al governo, ma è diviso tra presidente della repubblica, presidente del consiglio dei ministri, ministri, parlamentari e burocrazia, quest’ultima capace di far approvare dal parlamento leggi scritte in modo che siano interpretabili anche in senso contrario a quanto volevano o vogliono i parlamentari che le hanno approvate.

E’ colpa degli italiani che non amano rispettare le leggi? Certo, anche. Ma è soprattutto colpa di chi ha disegnato lo Stato con mille poteri l’uno contro l’altro, ma pronti a mettersi d’accordo per spartirsi il bottino.

E’ uno Stato senza la figura del decisore, di quello che si assume la responsabilità degli atti, delle scelte, dei contratti con i boiardi, con le corporazioni, con le lobby.

E agli italiani, quelli che non appartengono alle cricche dei “ladri di Pisa”, rimane solo il compito di votare con sistemi elettorali che impediscono di scegliere da chi farsi governare. O sgovernare.

Arrigo d’Armiento

Più informazioni su