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Le rubriche di RomaDailyNews - OPS - Opinioni politicamente scorrette - di Arrigo d'Armiento

I liberali sono pochi, ma se sapessero parlare alla gente…

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    I liberali sono pochi, ma se sapessero parlare alla gente…

    I liberali sono molto pochi, mi ripeteva Ostellino. Sono pochi, dico io, perché pare che per essere liberali bisogna aver letto montagne di libri, mentre per essere comunisti basta far finta di ricordare i titoli del Manifesto e del Capitale.

    Berlusconi voleva fare il partito liberale di massa, poi si liberò in fretta dei pochi liberali di cui si era circondato: Martino, Biondi, Urbani, Vertone, Colletti… Berlusconi aveva capito che quei liberali parlavano difficile, di cose che la gente non capisce.

    Meglio Missiroli, che vedeva dappertutto “liberali che si ignorano” che ignorano di essere liberali.

    Provate, per esempio, a chiedere a un operaio, a un muratore, a un lavapiatti se preferiscono avere la sanità che c’è ora oppure uno stipendio triplo che gli consenta di farsi curare privatamente e con urgenza da medici che gli parlano col lei e s’inchinano quando gli si paga la parcella.

    Insomma, i liberali devono imparare a parlare al popolo di cose concrete e con linguaggio semplice, invece di citare Hayek, Smith, Ricossa. Ecco, Sergio Ricossa (nella foto), quando scriveva articoli sul Giornale, riusciva a parlare semplice, a far capire anche ai lettori marginali concetti complicati.

    Arrigo d’Armiento

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