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La Lazio abbatte la Roma in un gran derby: 3-2

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    La Lazio abbatte la Roma in un gran derby: 3-2 –

    No, non era morta, la Lazio. Né morta né addormentata. Nelle ultime partite ha soltanto fatto finta, per arrivare carica al derby, ingannando gli avversari che si credevano più forti, più svegli, più più.

    Una sorta di pretattica, un po’ esagerata per la verità, ma utile a abbattere una Roma apparsa al confronto meno organizzata, meno sicura, meno convinta. È bastato il primo gol, di Milinkovic Savic, per far perdere ai giallorossi la convinzione di fare un solo boccone dei cugini.

    La reazione al gol di Milinkovic Savic, al 10° minuto, ha mostrato tutti i limiti della squadra ospite. Ospite per modo di dire, c’erano all’Olimpico più bandiere giallorosse di quelle biancocelesti.

    Vediamolo quel gol, un capolavoro nella sua semplicità. Lancio perfetto di Felipe Anderson e altrettanto perfetto colpo di testa di Sergei, che poi s’è scontrato con Rui Patricio, che s’è sùbito guadagnato il cartellino giallo per l’atterramento del laziale, colpito duro.

    La reazione romanista è immediata quanto poco meditata. Ci provano Mkhitaryan, Veretout, Zaniolo, Abraham con poca fortuna, perché la difesa biancoceleste è attenta e rapida.

    Passano 9 minuti e, al 19’ la Lazio raddoppia con Pedro. L’ex romanista riceve in regalo una palla d’oro da Immobile, che aveva fatto impazzire i difensori giallorossi, e senza esitare la spara dietro le spalle del povero Rui Patricio.

    Due gol a zero in dieci minuti. I romanisti sono increduli, Mourinho è fuori di sé, si chiede dove diavolo è finita la sua squadra. È finita 2-0.

    Ma la partita non è finita, se ne rendono conto pure i biancocelesti. Perché la Roma pensa sùbito a ricaricare le batterie e a reagire. Zaniolo si fa notare per la sua irruenza eccessiva su Luis Alberto, Lucas Leiva si prende un giallo per aver fatto accomodare a terra con un fallo il povero Mkhitaryan che aveva troppa fretta di andare in visita di cortesia da Reina. Veretout, Abraham e Zaniolo provano a spaventare il portiere laziale senza riuscirci, imitati da El Shaarawy con un paio di azioni concluse senza esito, come quella di Immobile che calcia sull’esterno della rete avversaria, così, tanto per ricordare che è ancora in grado di mettere paura.

    E si arriva al 41’ con Ibanez che gira in rete di testa, una potente capocciata, il pallone che Veretout gli ha lanciato da calcio d’angolo. Reina non può fare altro che guardare con amarezza la palla che sbatte sulla rete.

    La prima parte della partita si chiude con un giallo mostrato a Crisante per un fallo su Leiva.

    Il secondo tempo è addirittura più avvincente del primo, coi romanisti decisi a recuperare e a vincere il derby. Il seguito però dimostra che avevano torto a sognare la previsione.

    Attacca la Roma, risponde la Lazio, Leiva viene sostituito da Cataldi, Mourinho si becca un giallo per proteste (ma proteste contro chi? Contro il destino cinico e baro?). E al 63’ arriva il terzo gol della Lazio. Contropiede con Immobile scatenato che sfugge a tutti i sergenti e i caporali della difesa giallorossa, potrebbe provare a tirare in porta, ma vede che sta arrivando Felipe Anderson, tutto solo soletto, e gli regala un altro dei suoi palloni d’oro. Anderson lo trasforma in una palla di cannone che trafigge il povero Rui Patricio. Bè, 3 reti a una, bastano?

    No, non bastano ancora, ne manca una della Roma, anche ottenuta con un rigore che hanno visto solo tre persone: Zaniolo che se l’è procurato cascando a terra senza avere avversari intorno, l’arbitro Guida e l’arbitro Var Irrati.

    Akpa Akpro, appena entrato per far riposare un po’ Luis Alberto, apparso tutt’altro che stanco, colpisce con delicatezza Zaniolo che mostra di non essersene nemmeno accorto, che poi fa tre passi col pallone ai piedi, superando gli ostacoli umani che si trova davanti, e finalmente cade a terra senza essere toccato da nessuno.

    Guida fischia il rigore, ma non si capisce perché non ha fischiato quando Akpa Akpro ha toccato Zaniolo e ha fischiato soltanto quando il romanista è precipitato a terra. Comunque sia, il Var conferma il rigore tra le proteste laziali regalando alla partita ancora una dose non modica di suspense che rende ancora più agonistico e spettacolare il derby.

    Sul 3-2 la Roma è convinta di farcela a raggiungere il pareggio, ma la Lazio non è d’accordo. Zaniolo viene sostituito da Carlos Pérez per un infortunio che appare, per fortuna, abbastanza lieve.

    Immobile, servito da Felipe Anderson che vuole sdebitarsi, sbaglia una clamorosa occasione all’83’ da pochi metri. Sarebbe stato il 4-2, ma non ha importanza. La vittoria nel derby ormai è portata a casa.

    Ammoniti Veretout e Cataldi per una mini-rissa dopo un fallo subìto da Abraham. Poi, al 90’, Immobile è sostituito da Muriqi.

    I laziali esultano per un derby conquistato mostrando una netta superiorità di gioco nei confronti di una Roma apparsa coraggiosa ma imprecisa, affannata, all’inseguimento del controllo della partita, mai raggiunto se non episodicamente.

    Bene, adesso arrivano le normali partite del campionato. Il derby è archiviato e la Lazio deve dimostrare che sa giocare e vincere anche quando non è in palio l’onore della stracittadina.

    Bruno Cossàr

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