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La Lazio dorme, il Bologna corre, brutta sconfitta

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    La Lazio dorme, il Bologna corre, brutta sconfitta –

    La Lazio non è attrezzata per fare due partite ogni sette giorni, tanto meno è attrezzata per recuperare tre giorni dopo la batosta subìta dal Bayern in Champions League.

    Laziali dalle gambe stanche, e dalla testa occupata a ripensare a quei quattro gol rimediati mercoledì, non hanno combattuto a armi pari coi bolognesi di oggi, che nelle gambe avevano le ali e in testa le idee chiare su che cosa fare e sul come farlo. E con uno Skorupski che ha scelto proprio la partita con la Lazio per far notare a tutti che razza di superportiere è.

    Se al sonno biancoceleste si aggiunge la giornata no di Immobile, che è riuscito a tirare in faccia al portiere polacco il rigore che stavolta Giacomelli ha visto senza incertezza al 17’ del primo tempo, per un inutile fallo di Dominguez su Correa che solo il replay televisivo ha confermato ai telespettatori essere sacrosanto, si capisce perché oltre alle gambe ai laziali sono cadute anche le braccia e la speranza di portare a casa un risultato positivo.

    Se sbaglia anche Ciro, la difesa romana non può non imitare il capitano. Il primo gol bolognese è il risultato, come succede da un po’ di tempo, della confusione nell’area laziale, con incertezze e assonnate reazioni alla rapida aggressività emiliana.

    Due minuti dopo il rigore sbagliato da Immobile, M’baye fa secco Reina, che non trattiene su conclusione di Orsolini. Il tap in di M’baye è la cosa più facile da fare, nella confusione nell’area laziale con i biancocelesti che hanno tempi di reazione tipiche dei bradipi. Gambe e menti stanche, troppo stanche per riuscire a opporsi a chi ha avuto l’opportunità di non giocare a metà settimana.

    La Lazio prova a reagire e lo fa sfiorando il gol con Correa e con Marusic. Ma sfiorare il gol non significa segnare. Il Bologna non sta a guardare e spaventa Reina con Barrow e Soriano e poi con Dominguez che al 44’ costringe il portiere laziale a respingere maluccio bloccando in un secondo momento, mettendo a rischio infarto Inzaghi e i dirigenti romani seduti in tribuna.

    Nel secondo tempo, Lulic sostituisce l’infortunato Lazzari, l’unico che un po’ correva, con Lulic che ha provato a fare il possibile fino all’ultimo.

    La Lazio preme, vuol recuperare una partita che appare in salita. Ci prova Correa, ci prova Immobile, ci prova Milinkovic Savic, ma non è giornata.

    Al 62’ un piccolo diverbio tra Mihailovic e Correa, fatto sbollire da Giacomelli. Sinisa dà una pacca all’argentino che risponde con una leggera manata al serbo. Mihailovic a voce alta rimprovera il calciatore: “Non ti devi permettere” dice, dimenticando che a non doversi permettere di rivolgersi a un calciatore avversario è proprio lui, l’allenatore, che dovrebbe conoscere le regole del fairplay più del giovane atleta.

    Si arriva così al 64’ e al secondo gol degli emiliani. Lo firma Nicola Sansone, su assist di Barrow, con la difesa biancoceleste, oggi in divisa verde, impegnata a far confusione.

    Sul 2-0 la partita è finita. Lo capiscono tutti, a cominciare da Inzaghi che fa uscire Patric, Immobile e Lucas, sostituendoli con Pereira, Muriqi e Cataldi. I quali si dànno da fare, si impegnano al massimo, ma senza alcun risultato.

    Simone Inzaghi tenta l’ultima carta, quella che spesso gli ha portato fortuna: entra Caicedo al posto di un esausto Luis Alberto. Mihailovic mette in campo forze fresche, sostituendo Svanberg con Schouten, Orsolini con Skov Olsen e Dominguez con Poli e dopo qualche minuto Sansone con Vignato e Barrow con Palacio.

    All’88’ occasione d’oro per la Lazio: corner di Pereira, deviazione di Soriano e Skorupski para evitando l’autogol. Tre minuti dopo, Caicedo prova a confermare la sua fama, ma Skorupski conferma la sua bloccando in due tempi. Sul finire del recupero, ci prova anche Acerbi, che spara sul muro di Danilo.

    La Lazio vede allontanarsi la zona Champions e spera di riposare nella probabile pausa di metà settimana: la partita di martedì contro il Torino dovrebbe essere rinviata per la grandinata di covid che ha colpito i calciatori granata.

    Bruno Cossàr

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