La Lazio gioca bene, l’Inter segna di più: 3-1

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    La Lazio gioca bene, l’Inter segna di più: 3-1 –

    Per vincere le partite di pallone non basta giocare bene, e la Lazio oggi a Milano ha giocato molto bene, bisogna segnare più dell’avversaria e difendersi ancora meglio. Eccola qui, in estrema sintesi, la partita Inter-Lazio, vinta dai padroni di casa per tre reti a una.

    Per quasi tutti i novanta minuti, il campo è rimasto in possesso dei romani, con continui quanto sterili attacchi alla porta di Handanovic. I nerazzurri hanno badato a difendersi e a ripartire, senza fretta, in contropiede. Ma quando il superpiede appartiene a Lukaku, per impedirgli di fare gol bisognerebbe avere una superdifesa, che oggi purtroppo mancava di Radu, oltre che di Luiz Felipe.

    I sostituti, l’incerto Patric e il pasticcione Hoedt, non sono stati in grado di fermare la coppia Lukaku-Martinez. Il guaio grosso l’ha causato Hoedt atterrando maldestramente in area  Lautaro Martinez. Il difensore laziale è entrato in ritardo sui piedi dell’interista, prendendo il pallone un attimo dopo aver preso il piede. Rigore e giallo per Hoedt.

    Lukaku spara a sinistra e Reina si butta a destra. Eh, ha ragione Totò, in certe occasioni conviene buttarsi a sinistra.

    La Lazio non getta la spugna, ma capisce che ha qualche problema in difesa. Inzaghi al momento non cambia nessuno, ma dal centrocampo e dall’attacco spesso ora indietreggiano per dare una mano a Acerbi e compagni.

    I romani riprendono a prevalere in campo, ma il primo tempo si conclude con una nuova impresa di Lukaku. È il 45’ quando al limite dell’area il pallone è incerto se mettersi a disposizione di Lazzari o di Brozovic, quando un rimpallo favorisce il terzo incomodo, il solito Lukaku, che gira rapido alle spalle di Reina. Il belga era in fuorigioco? No, dice l’arbitro Fabbri. E il replay conferma.

    Il 2-0 stroncherebbe le velleità di qualsiasi squadra, ma la Lazio non è una squadra qualsiasi. Si presenta al secondo tempo sostituendo l’ammonito Hoedt con Parolo, un jolly capace di coprire tutti i ruoli in campo, salvo forse il portiere. Inzaghi richiama anche Leiva, apparso stanco, facendo scendere in campo Escalante, che si rivelerà poco dopo l’unico goleador biancoceleste, anche se goleador lo è diventato a sua insaputa.

    È il 61’ quando la Lazio riesce fortunosamente a accorciare le distanze e a rientrare in partita. Milinkovic Savic spara un violento calcio di punizione ma il pallone, guidato dal dio biancoceleste, carambola su Escalante e finisce in rete spiazzando Handanovic.

    La Lazio riprende coraggio, il controllo del campo è suo, basta aggiustare la mira sulla porta nerazzurra. Macché, passano appena tre minuti e arriva il terzo gol dell’Inter. E si vede chiaramente quanti problemi ha la difesa romana.

    La Lazio è tutta in attacco e Lukaku ne approfitta per una incursione a velocità da Superman verso la porta di Reina. Il solo Parolo è da quelle parti, lo insegue con tutta l’energia che gli è rimasta ma, quando lo ha raggiunto, non riesce a impedirgli di regalare il pallone all’accorrente Lautaro Martinez che, tutto solo davanti alla porta vuota – Reina è accorso incontro al belga lasciandola sguarnita – lo gira facilmente in rete.

    Sul 3-1 rimane solo la forza della disperazione. Inzaghi gioca le ultime carte sostituendo i due attaccanti Correa e Immobile, che nonostante l’impegno non riuscivano a sfondare la trincea umana davanti a Handanovic, facendo entrare Muriqi e Caicedo, che un po’ di scompiglio sono riusciti a causarlo là davanti, ma la fortuna non li ha aiutati.

    Conte cambia Eriksen con Gagliardini, poi Lautaro con Sanchez. Nella Lazio entra Pereira al posto di Luis Alberto, Al 90’ Conte, tanto per far perdere un po’ di tempo, fa entrare D’ambrosio, Darmian e Pinamonti al posto di Hakimi, Perisic e Lukaku.

    Dopo sei successi consecutivi, la Lazio si ferma e guarda dal basso in alto la Roma che ha tre punti in più. Nel prossimo turno i biancocelesti ospiteranno la Sampdoria, mentre l’Inter, da oggi capolista, dovrà vedersela col Milan nell’atteso derby che farà capire, forse, chi raggiungerà il traguardo a fine corsa.

    Bruno Cossàr

     

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