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La Lazio rimonta, domina, straccia la Juve: 3-1

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La Lazio rimonta, domina, straccia la Juve: 3-1 –

E sette! Settima vittoria consecutiva della Lazio, e stavolta la vittima è la Juventus, sconfitta per la prima volta in questo campionato.

S’è visto dal primo minuto che la Lazio, più in forma dei campioni bianconeri, comandava lei sul campo dell’Olimpico. E invece, in vantaggio per primi sono andati gli juventini, con un gol facile di Cristiano Ronaldo al termine di una spettacolare triangolazione con Dybala e Bentancur, mentre la difesa biancazzurra stava a guardare.

Con la Juve, un gol all’inizio taglia le gambe, spegne le idee. E invece no. I laziali si sono tirati su le maniche, hanno reagito nel modo migliore, riordinando le idee e mostrando a tutti chi erano i padroni del campo.

Dybala e Ronaldo hanno provato a spaventare Strakosha, ma il portiere laziale, con l’aiuto della gomma americana che non si stanca mai di masticare, forse è il segreto della sua sicurezza mentale, non ha dovuto faticare troppo per difendere la sua porta.

E così, al 46’, è Luiz Felipe a pareggiare i conti con Szczesny girando di testa in rete un perfetto assist di Luis Alberto da calcio d’angolo.

Il secondo tempo comincia coi bianconeri che provano a assediare i laziali, i quali sembra si accontentino di difendere il pareggio. Sembra, ma la Lazio di oggi non è una squadra che si accontenta.

E risponde attacco con attacco. Al 68’ la svolta. Lazzari scatta su lancio di Luis Alberto. Davanti a sé ha soltanto il prato verde e il povero Szczesny in preda a un po’ di tremarella. Cuadrado, l’unico sveglio della difesa bianconera, fa il possibile per fermare il biancazzurro. E quel possibile è un atterraggio duro che l’arbitro Fabbri sanziona subito con un cartellino giallo.

Macché giallo. Interviene il Var e stabilisce che è un intervento falloso a ultimo uomo, chiara occasione da gol: rosso. E così il povero Cuadrado, protestando un po’, prende mestamente la strada degli spogliatoi.

Sarri sostituisce Bernardeschi con Danilo, ma alla Juve non basta per riorganizzare la difesa. Passano sei minuti e arriva il vantaggio della Lazio. Luis Alberto, sempre lui, regala un assist misurato al millimetro a Milinkovic Savic che aggancia e gira di sinistro alle spalle di Szczesny.

Lazio in vantaggio, Juve in dieci, la partita potrebbe finire qui. La Juve reagisce come può, prova a spaventare i padroni di casa, che non si spaventano affatto, anzi fanno capire chi è che comanda e che non si contentano del vantaggio.

Inzaghi concede un po’ di riposo al grande Luis Alberto sostituendolo con Parolo. E così, quando al 77’ Szczesny atterra Correa lanciato da Immobile, spetta a Ciro battere il rigore. Troppo sicuro di sé, forse, Ciro spara addosso al portiere che respinge, l’attaccante laziale è pronto a intercettare la palla e a tirare di nuovo, ma Szczesny fa il secondo miracolo in pochi secondi.

Immobile non sbagliava un rigore da due anni e, dopo, ne aveva realizzati dodici su dodici. Ma è sempre il grande Immobile, che pochi minuti dopo si guadagna l’ovazione dell’Olimpico quando Inzaghi lo sostituisce con Cataldi, per controllare meglio il centrocampo e portare a casa il 2-1.

Poi, dopo che Higuain ha sostituito Dybala, Inzaghi decide al 90’ di dare un po’ di spazio a Caicedo garantendo un’ovazione meritatissima anche a Milinkovic Savic.

E Caicedo trova il modo di ringraziare Inzaghi nel solo modo concesso a un attaccante: al 95’ e ultimo minuto di recupero, porta la Lazio sul 3-0 buttando in porta una respinta di Szczesny su Lazzari.

Gli juventini non ci credono, chissà per quanto tempo ancora non ci crederanno: sconfitti 3-1 dalla Lazietta, una Lazietta alla settima vittoria consecutiva in questo campionato.

La Lazio, terza in classifica, con quattro punti sopra la Roma, nel prossimo turno andrà a Cagliari a sfidare l’altra grande sorpresa di quest’anno, mentre i bianconeri di Sarri proveranno a rifarsi in casa contro i bianconeri dell’Udinese.

Bruno Cossàr

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