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La Lazio rimonta, sorpassa e si fa raggiungere al 99’

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    La Lazio rimonta, sorpassa e si fa raggiungere al 99’ –

    Otto gol, più uno annullato a Immobile, non si vedono spesso nei campi di serie A. Come non si vede spesso tanta pioggia e insistente nella capitale. Chi aveva il compito di aggiornare il pallottoliere gli saranno venuti i crampi sulla mano.

    Che partita! Cominciata male, molto male per la Lazio. L’Udinese pareva invincibile. Dopo i primi due gol, con i romani spenti, demoralizzati, lenti, apparentemente incapaci di reagire, è stato Immobile, con un gol di rapina, con un colpo di fortuna che sembrava aver abbandonato da tempo i padroni di casa, a risvegliare la bella addormentata, a dare finalmente la carica alla squadra di Sarri.

    Ma vediamoli uno per uno gli otto gol che hanno fatto arrabbiare, illudere e deludere i coraggiosi tifosi che hanno voluto esserci all’Olimpico nonostante il re degli dèi, Giove Pluvio, li avesse da giorni scoraggiati dal lasciare la calda casa per accorrere verso l’amata aquila.

    Il primo gol porta la firma di Beto. È il 17’ quando Jaialo lancia un pallone in area biancoceleste e Beto lo spinge in rete di testa. Difesa lenta e confusa, Reina non può fare altro che guardare alle sue spalle il pallone traditore.

    Il secondo gol è sempre di marca friulana, la firma la stessa del primo. È il 32’ quando Beto, lanciato in contropiede da Success – un nome, un destino – supera in velocità Lazzari e Acerbi, scarta il portiere e butta dentro il pallone.

    La partita appare compromessa, ma Ciro non ci sta. Due minuti dopo la catastrofe, Felipe Anderson si ricorda come si fa, cattura il pallone e lo spedisce nell’area di rigore. Approfittando di un rimpallo, Immobile lo infila nella porta di Silvestri, che sta guardando da un’altra parte. Per Ciro è l’undicesimo gol in questo campionato. Al 44’ doccia fredda per i laziali. Arriva il 3-1 a spegnere le ritrovate energie dei padroni di casa. Una veloce ripartenza mette in crisi gli stanchi romani. Success lancia Deulofeu che preferisce regalare il pallone a Molina che arriva da dietro e spedisce dentro il portone del condominio laziale. Reina guarda sconsolato il pallone in fondo alla rete.

    E arriva il secondo tempo, coi laziali che appaiono un po’ rinfrancati. Forse Sarri li ha convinti che, se ci provano, forse ci riescono perlomeno a pareggiare. I friulani, ricordando di essere un po’ parenti del triestino Nereo Rocco, fanno quadrato intorno alla porta di Silvestri, pronti a vendere cara la pelle.

    Ma la Lazio non è d’accordo. È il 51’ quando Hysaj salta Perez in area di rigore avversaria e gira a Immobile il quale, sbilanciato, non riesce a colpire il pallone, che carambola verso Pedro che accorre da dietro e fa secco Silvestri.

    Siamo al 3-2 e il pareggio pare alla portata dei piedi locali. E il pareggio arriva. È il 56’ e Milinkovic Savic fa il miracolo. Sergei improvvisamente ricorda che, se non riesci a segnare da vicino, puoi tentare da lontano. E dal limite dell’area fa partire un missile balistico che, con l’aiuto della telecamera incorporata, va a penetrare elegantemente sotto l’incrocio dei pali, con una traiettoria suggerita da Von Braun.

    Il pareggio è raggiunto, ma la partita non è finita. I laziali ormai sentono odore di vittoria. Un odore sùbito messo in crisi dall’espulsione di Patric per doppia ammonizione. Sarri mette in campo Radu al posto dello stanchissimo Anderson e, dieci contro undici, si spera almeno di conservare il pari.

    È il 64’ quando Sarri dona il meritato riposo a Luis Alberto per fare posto a Basic. E al 69 l’arbitro Piccinini mette in parità anche il numero dei calciatori in campo, mostrando il rosso a Molina, anche lui per doppia ammonizione. La partita si riapre.

    Al 79’, dopo che Cataldi ha lasciato il posto a Zaccagni, Basic calibra un tiro sulla testa di Acerbi che gira il pallone in rete. L’arbitro prima annulla per fuorigioco del difensore laziale, poi si arrende al Var che, dopo lunga analisi, accerta che il fuorigioco non c’è.

    Si brinda alla vittoria, ma troppo prematuramente. Pochi minuti dopo, Lazzari, lanciato a rete da Immobile, perde l’equilibrio, scivola sul terreno bagnato e si scontra col povero Silvestri. Dopo diversi minuti, i due malcapitati si rialzano in piedi sani e salvi e la partita riprende. Il recupero è da record: sette minuti, che poi diventeranno undici.

    Al 92’ Milinkovic Savic vede Immobile in area di rigore e gli fa la cortesia di passargli un invitante pallone. Ciro ringrazia e segna il quinto gol. Purtroppo Piccinini e il Var sono d’accordo nel rilevare la posizione di fuorigioco del cannoniere laziale e la partita rimane sul 4-3. Ma ci rimane ancora per poco.

    Si arriva così al 99’ e la squadra di Gotti brinda lei, con un gotto di pinot, per una punizione che Forestieri gira all’indietro per Arslan che spara sulla porta laziale costringendo lo stanco Reina a inchinarsi di nuovo dentro la porta a raccogliere il pallone.

    Finisce con quattro gol per parte una partita che si conclude con una mezza rissa tra un gruppo di calciatori friulani che vanno a sfottere la panchina laziale che reagisce. L’arbitro tira fuori dalla tasca il cartellino rosso e lo mostra a Walace che non si mostra contento di tornarsene negli spogliatori un minuto prima dei compagni.

    Un punto ciascuno non fa male all’Udinese ma alla Lazio sì. I friulani guadagnano qualcosa nella fuga dalla retrocessione, ora sono al quattordicesimo posto, i romani si allontanano ancora un po’ dalla zona Europa. Almeno, però, possono mettere all’attivo l’aver ritrovato un po’ di orgoglio e di fiducia.

    Bruno Cossàr

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