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La Roma è fatta

La Roma è fatta. Tranne sorprese, per altro mai da escludere, dell’ultima ora. Premettendo che ogni squadra è migliorabile, la rosa che Monchi ha messo a disposizione di mister Di Francesco è assolutamente completa. Per ogni ruolo c’è una valida alternativa. Rispetto alla scorsa stagione è fin troppo evidente che ora l’allenatore abruzzese ha a disposizione alternative qualitativamente e quantitativamente superiori.

L’esempio più evidente riguarda il centrocampo. Lo scorso anno se Lorenzo Pellegrini aveva l’influenza, l’unica alternativa ai titolari era Gerson. Ora la scelta è tra De Rossi, Cristante, Strootman, Lorenzo Pellegrini, Pastore e N’Zonzi. E se a questi aggiungiamo anche un certo Ante Coric, la situazione risulta assolutamente evidente. In difesa vale lo stesso discorso, anche se il cambiamento è stato meno accentuato.

Nella retroguardia giallorossa al posto del buon Capradossi ora c’è Marcano e di fatto Bruno Peres è stato sostituito da Karsdorp. Infatti l’esterno olandese può essere considerato a tutti gli effetti un nuovo acquisto, dato che ha saltato in toto per infortunio lo scorso campionato. Come vice Kolarov la ‘piazza’ ha un po’ storto il naso al nome di Santon ma in realtà a Trigoria puntano tantissimo sul giovane Luca Pellegrini.

L’attacco è stato quello meno ‘movimentato’. E’ partito Defrel, sfortunato nella sua stagione romanista, ed è arrivato Justin Kluivert. Si tratta di uno dei migliori prospetti europei di esterno d’attacco e se dovesse confermare le sue potenzialità Monchi avrebbe fatto davvero un gran colpo. E poi c’è Patrik Schick. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Rick Kardorp. Anche se per motivi diversi rispetto all’esterno olandese, il ceco lo scorso anno non ha dato un vero contributo alla causa giallorossa. E se dovesse tornare ad essere il vero Schick, allora ci sarebbe davvero da divertirsi.

L’ultimo elemento da analizzare è quello del portiere. E questo è, almeno sulla carta, l’unica vera diminutio rispetto allo scorso anno. La partenza di Alisson non poteva comunque essere colmata da un estremo difensore di pari livello. La scelta è caduta su Olsen. Si tratta di un buon portiere, non certo di un fenomeno. Ma fidarsi di Monchi per la scelta di un portiere è cosa dovuta. Naturalmente fino a prova contraria.

Andrea Felici