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La Roma spreca e saluta la Champions

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Una volta tanto iniziamo dalla fine, anzi da fine partita: De Rossi sotto il settore ospiti a ringraziare ma soprattutto a salutare. Infatti Sassuolo-Roma è stata l’ultima trasferta di ‘Capitan Futuro’ con la maglia della Roma. E i tifosi giallorossi sono accorsi in massa a Reggio Emilia a salutare il loro capitano.

La gara dei giallorossi è una medaglie da dalle due facce. Un primo tempo sottotono nel quale soffre molto i padroni di casa. Nella ripresa invece fioccano le occasioni per i ragazzi di Ranieri: due pali (Dzeko e Kluivert), almeno altre quattro occasioni (Elsharawy, Cristante e due volte Fazio), oltre al gol (giustamente) annullato al difensore argentino.

Nei primi 45 minuti la Roma ha provato a ripetere tatticamente la gara giocata domenica scorsa contro la Juventus: costantemente sotto la linea della palla, lasciando l’iniziativa agli avversari. Il risultato è stato una squadra molto schiacciata all’indietro, che ha faticato moltissimo a creare pericoli in avanti, non riuscendo quasi mai a produrre verticalizzazioni degne di nota.

Nella ripresa, più o meno dal minuto 60 in poi, lo spartito della musica giallorossa è decisamente cambiato. La squadra ha alzato il baricentro portando tanti calciatori nella zona offensiva, creando occasioni da gol a grappoli. Incredibile che il pallone non sia proprio voluto entrare.

Era una partita da vincere ad ogni costo. I tre punti avrebbero consentito di mettersi in tasca la partecipazione alla prossima Europa League e di tenere accesa una flebile speranza di arrivare in Champions. Nulla di tutto questo. La Champions ormai è andata e la prossima stagione sarà la prima nelle ultime sei che non vedrà i giallorossi nell’Europa che conta.

E ora Roma-Parma. La vittoria nell’ultima partita di questa disgraziata annata garantirebbe almeno la partecipazione alla seconda competizione europea. Ma Roma-Parma sarà molto più di una partita. Sarà l’addio del popolo romanista alla sua ultima bandiera. In un calcio che ormai non ha rispetto di nulla e di nessuno. Che disprezza la passione della gente, dei suoi eroi, ma poi si regge totalmente su di essa. Perché senza abbonamenti allo stadio e soprattutto alle pay tv crollerebbe miseramente tutto il castello, o se preferite il baraccone. Sarebbe il caso che qualcuno ogni tanto se lo ricordasse…

Andrea Felici

 

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