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La tragica fine della capra

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La tragica fine della capra –

Povera capra, animale allegro e intelligente, nonostante Vittorio Sgarbi l’abbia declassata a indice d’ignoranza e di scarso intelletto.

No, proprio non lo merita l’affronto di essere usata come misura del contenuto cerebrale di intellettuali e politici capoccioni e di abituali frequentatori di talk show televisivi.

Li vorrei vedere certi personaggetti costretti a passare dal sedere sopra le panche della televisione al nascondervisi sotto. Non sopravvivrebbero. E questo è l’unico punto che li avvicina alla mitica capra.

Già, ricordiamo la triste vicenda della povera capra che, dopo una vita spensierata spesa a saltellare allegramente sopra una panca, si è vista costretta a cercare rifugio sotto la stessa, trovandovi la morte.

Perché l’ha fatto? Da che cosa o da chi doveva proteggersi? Scienziati e detectives (con la esse del plurale) da lungo tempo si interrogano e indagano per scoprire la verità, senza finora esservi riusciti.

Il genio consiste, notoriamente, nel saper risolvere i problemi semplici. Forse per questo motivo, scienziati e investigatori pubblici e privati, che non troppo spesso brillano per genialità, non hanno ancora trovato la risposta.

L’ipotesi azzeccata non può essere che questa: quel giorno pioveva forte, diluviava, e la capra pensò bene di ripararsi spostandosi da sopra a sotto la panca. Un’altra ipotesi non avrebbe senso né giustificazione.

C’è però da chiedersi, non potendo chiederlo alla capra ormai defunta, per quale motivo non ha potuto in seguito abbandonare quello scomodo rifugio per tornare a saltellarvi sopra.

Forse la pioggia incessante si era trasformata in un’alluvione, forse un vicino torrente era straripato affogandola. O forse l’acqua, l’umidità avevano deformato, ingobbito, la panca incastrando l’ospite non più in grado di liberarsi. O forse la panca s’era sfasciata e uno spezzone di legno l’aveva trafitta. O, chissà, il proprietario della panca aveva approfittato dell’aver trovato la capra ormai prigioniera del rottame del mobile per catturarla e cuocerla alla brace. O magari ce l’aveva messa lui essendo stato informato da un perfido amico che sotto la panca la capra crepa.

Mancano prove certe, testimoni forse non ce n’erano o se c’erano hanno evitato di presentarsi agli inquirenti. Non si può pertanto risolvere in modo definitivo il caso della capra crepata sotto la panca.

A noi resta soltanto il dovere di riservare alla povera vittima il senso della nostra più viva commiserazione, sicuri che lo spirito della capra tornerà un giorno non lontano a saltellare allegramente sopra tutte le panche del mondo.

Arrigo d’Armiento

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