Lazio addormentata, si sveglia tardi, con l’Udinese è 1-3

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    Lazio addormentata, si sveglia tardi, con l’Udinese è 1-3

    Giocare nelle coppe europee ha pesanti conseguenze nel campionato italiano. E Atalanta e Lazio hanno pagato le partite in champions infrasettimanali con due pesanti sconfitte in casa. Pazienza per i bergamaschi, tutti stranieri, peccato per la Lazio, che cinque italiani li ha mandati anche oggi in campo contro una Udinese tutta di stranieri, salvo uno che, però, è anche lui un forestiero, anzi: Forestieri.

    Vabbè, ma è inutile piangere, non è la prima batosta per la Lazio dopo una partita in una coppa europea. Oggi però i romani hanno esagerato, dormendo per tutto il primo tempo, lasciando il pallone ai piedi dei friulani (si fa per dire, di friulano in campo non ce n’era nessuno) che, almeno, hanno mostrato di sapere a che cosa serve. Serve a segnare due gol per far arrabbiare Inzaghi, che inutilmente ha tentato per 45 minuti di svegliare i suoi ragazzi.

    La pressione dell’Udinese ha consentito al 18’ a Arslan di andare in rete con un tiro deviato da Acerbi che ha ingannato Strakosha.

    I romani, tutti presi a sbadigliare, non hanno reagito, bloccati dagli ospiti che, contati e ricontati, erano solo undici ma sembravano una quindicina o forse più, merito della velocità con la quale riuscivano a coprire ogni centimetro dello stadio Olimpico.

    E si arriva al terzo minuto di recupero quando i friulani, quattro contro tre dalle parti di Strakosha, lo hanno battuto con un tiro di Ignacio Pussetto.

    Il secondo tempo si apre con le sostituzioni decise da Inzaghi per dare una svegliata ai biancocelesti. Entrano Marusic per Fares, Leiva per Cataldi e Akpa Akpro per Parolo. E la Lazio si sveglia, ma è troppo tardi. Qualche bella e sterile azione, poi al 63’ Inzaghi manda a dormire in panchina il povero Luis Alberto sostituendolo con Caicedo, che oggi malgrado i tentativi non è riuscito a salvare la Lazio.

    Si arriva così al 71’ e arriva il terzo gol degli ospiti. Lo realizza l’unico italiano in bianconero, Forestieri, che per caso si trova tutto solo in area e beffa il povero Strakosha. Dov’erano i difensori biancocelesti? Cerca cerca, nessuno li ha visti.

    Sul 3-0 la rassegnazione si vedeva negli occhi e nei piedi dei padroni di casa. Ma un gol, almeno uno, tanto per la bandiera, ci voleva e infine arriva. È il 74’ quando Jajalo fa un debole passaggio a Musso e Immobile si lancia per colpire il pallone, ma il portiere glielo impedisce atterrandolo. Rigore, e Ciro i rigori non li sbaglia.

    Sul 3-1 i biancocelesti provano in tutti i modi a raggiungere almeno il pareggio, contando sui miracoli di Caicedo e sull’ingresso in campo di Pereira al posto di Patric. Nulla da fare, non è giornata di miracoli e la partita finisce con una sconfitta che penalizza chi, avendo giocato tre partite in sette giorni, non può giocare alla pari contro chi ne ha giocate solo due (quella dell’Udinese in coppa Italia conta meno di niente). I calciatori non sono robot.

    E la settimana prossima rischia di essere come quella appena passata. Mercoledì i laziali saranno a Dortmund per la qualificazione in champions, poi dovranno affrontare lo Spezia. L’Udinese dovrà invece affrontare l’Atalanta, di nuovo reduce da una partita di champions.

    Bruno Cossàr

     

     

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