Lazio agli ottavi di Champions, pari col Brugge: 2-2

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    Lazio agli ottavi di Champions, pari col Brugge: 2-2 –

    La marcia della Lazio verso gli ottavi di finale della Champions non è stata fermata dal nubifragio che ha investito l’Olimpico e nemmeno dai coraggiosi belgi del Club Brugge, a cui serviva una vittoria per sottrarre la qualificazione alla Lazio.

    Una Lazio troppo stanca nel secondo tempo per mantenere il vantaggio conquistato per 2-1 nel primo. E questo nonostante i belgi abbiano giocato in dieci dal 39’ per l’espulsione di Sobol per doppia ammonizione. Ma in dieci hanno moltiplicato le forze raggiungendo il pari e avvicinandosi pericolosamente alla vittoria colpendo una traversa (ma i legni, si sa, sono molto amici di Reina).

    Veniamo ai gol. Il primo è di Correa, al 12’. Luis Alberto entra in area, calcia rasoterra, Mignolet respinge come può e regala il pallone a Correa che lo ripone con prontezza ed eleganza in fondo alla rete.

    Come al solito, la Lazio, stanca dopo una serie di partite giocate ogni tre giorni, crede che la partita sia finita e rischia dai furiosi assalti belgi. E così, dopo appena tre minuti, il Brugge copia l’azione di Luis Alberto e Correa. Lang calcia sul primo palo di Reina che respinge come può e consegna il pallone a Vormer che lo butta dentro alla porta laziale.

    A rimettere le cose a posto ci pensa il solito perfetto rigore di Immobile, matato in area da Mata (scusate il gioco di parole, ma non ho resistito). Ciro non sbaglia, non può sbagliare, perché non abbassa lo sguardo mentre corre verso la sfera, guarda con occhi di lince il portiere e decide verso quale angolino sparare solo quando vede Mignolet buttarsi a destra, e lui mira e penetra a sinistra. È il 27’ e il vantaggio della Lazio è pienamente giustificato dal controllo del gioco in tutte le zone del campo.

    È il 39 quando l’arbitro è costretto a estrarre il secondo cartellino giallo mostrandolo a Sobol, che per la verità se lo era già guadagnato qualche minuto prima. Sobol entra troppe volte in ritardo sui piedi degli avversari, in questo caso Lazzari, e l’arbitro Cakir (pronuncia sciakir) non può perdonarlo più di una volta.

    Sembra fatta per i romani, che però nel secondo tempo pagano la stanchezza, proprio quando i belgi, rincuorati dal tè caldo negli spogliatoi, trovano la grinta per cercare di rimontare. Inzaghi fa entrare Radu al posto dell’ammonito Hoedt.

    Tutto il secondo tempo è belga, coi laziali impegnati a difendersi spesso un po’ troppo confusamente. In dieci i calciatori ospiti sembrano più dei romani. Attaccano, attaccano fino al 76’ quando vanno in rete con Vanaken. Un minuto prima Inzaghi cerca di dare nuova linfa alla sua squadra facendo entrare in campo i freschi Escalante (per Leiva), Caicedo (per Immobile) e Akpa Akpro (per Luis Alberto). I nuovi entrati, però, non hanno avuto il tempo di capire che cosa dovevano fare, dove dovevano mettersi, che i belgi li hanno puniti col gol che ha dato il pareggio al Club Brugge. Vanaken, su cross di Volmer, approfitta dell’assenza dei difensori biancocelesti, impegnati a cercare margheritine un po’ più in là, e infila Reina che non può fare altro che guardare il pallone alle sue spalle.

    Biancocelesti imbambolati faticano a difendere il pari, che gli garantisce l’accesso agli ottavi. Inzaghi si gioca l’ultimo cambio, fa uscire Correa all’86’ sostituendolo con Pereira. E si arriva al 92’ con un brivido da infarto, quando De Ketelaere colpisce una clamorosa traversa a Reina battuto.

    Con le ultime scarse forze i laziali difendono il pareggio dagli assalti belgi che spediscono in attacco financo il portiere Mignolet. Ma l’Olimpico non se la sente di impedire ai padroni di casa di raggiungere gli ottavi di finale di una champions league voluta con una eroica determinazione. E adesso pensiamo per un po’ solo al campionato.

    Bruno Cossàr

     

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