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Lazio-Crotone, hanno perso tutte e due

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Lazio-Crotone, hanno perso tutte e due –

Dovevano vincere, la Lazio per arrivare subito in Champions, il Crotone per tentare di salvarsi dalla B. Il pareggio è una sconfitta per tutte e due le squadre. La Lazio dovrà battere o almeno pareggiare nello scontro diretto con l’Inter all’Olimpico, il Crotone dovrà battere il Napoli al San Paolo, per sperare di rimanere in A.

In campo a Crotone due squadre con tanta voglia di vincere, ma pochi mezzi per riuscirci. Il Crotone ha lottato di più, è stato per diverso tempo più lucido, più incisivo, più pericoloso. La Lazio, più tecnica ma meno combattiva per troppo tempo, ha rischiato di perdere una partita che nelle previsioni non poteva non vincere.

Ma la Lazio è questa? Quella vista oggi è una mezza Lazio. Senza Luis Alberto non c’è gioco, c’è tanta confusione. Senza Immobile fare gol è difficile. Senza Parolo il centrocampo è sguarnito. Per non prendere gol sarebbe utile avere qualche difensore vero per sostituire quelli assenti, quelli stanchi, quelli ammoniti. A Inzaghi ho suggerito di prendere l’ex laziale Bruno Cossàr, un jolly della difesa, uno col carattere di Gattuso, ma finora non mi ha dato retta. Wallace, Patric, Caceres non dànno troppe garanzie. E Strakosha dovrebbe puntare la sua attenzione più a quello che gli succede davanti agli occhi e meno a masticare con troppo impegno la gomma americana.

Il sostituto di Immobile, Caicedo, sempre immobile (con la i minuscola), sempre in ritardo, sempre incerto su che cosa fare, su dove andare, ha fatto bene una sola cosa in tutta la partita, quando ha colpito la traversa di testa su punizione di Felipe Anderson.

Murgia ha buona volontà, ma Simone Inzaghi dovrebbe trovare il modo di infilargli un invisibile auricolare per spiegargli ogni volta dalla panchina che cosa fare del pallone, magari consigliandolo pure su come non prendere ammonizioni.

Quattro gol. Il rigore su Lulic era tanto evidente che perfino il Var, dopo Mazzoleni, se n’è accorto. E Lulic non sbaglia mai, quando la posta è importante. Il gol di Simy è un gran gol, su passaggio di Martella, sfuggito ai laziali distratti, tutti convinti che al 29’ del primo tempo la partita fosse già finita, già vinta. Quello di Ceccherini, al 61’, mostra la volontà del Crotone di Salvarsi e tutta la pochezza dei biancazzurri in fase difensiva, per tacer del centrocampo e dell’attacco, nei momenti decisivi. Sul calcio di punizione dalla trequarti battuto da Barberis, sul secondo palo spunta Ceccherini che anticipa Milinkovis-Savic e trova la deviazione vincente con il pallone che prima bacia il palo e poi termina in rete. Strakosha vede il pallone quando già è dentro la porta e lo spinge fuori, credendosi forse di essere Buffon, a cui Tagliavento e Rizzoli credettero più che a Muntari che lo aveva messo dentro.

Sul 2-1 la Lazio tira fuori le ultime energie che le sono rimaste. Poche, ma anche i crotonesi sono ormai senza benzina. E dopo tentativi di Nani, entrato al posto di Basta, di far notare la sua presenza, si arriva all’84’ con la svolta definitiva della partita. Milinkovic-Savic raccoglie in area una sponda di De Vrij, controlla e batte Cordaz con un destro angolato e imparabile. E dà ragione a Inzaghi che, anche se un po’ in ritardo, ha capito che solo lui poteva andare in rete, era inutile sperare in Caicedo o in qualche altro biancoceleste.

Adesso per la Lazio si fa dura. Con una squadra rimaneggiata, deve vincere o almeno pareggiare all’Olimpico contro un’Inter che cerca disperatamente, e forse con mezzi superiori, a dare senso al suo campionato conquistando la Champions. Il Crotone sta peggio, l’ultima speranza di rimanere in A se la giocherà al San Paolo contro il Napoli. Inutile fare pronostici.

Insomma, forza Lazio, non t’arrendere a un passo dal traguardo!

Arrigo d’Armiento

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