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Lazio, due pali non bastano, occorrono i gol: 0-0 col Verona

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Lazio, due pali non bastano, occorrono i gol: 0-0 col Verona –

Tra la Lazio e il Verona, tra la Lazio e il sorpasso all’Inter ci si sono messi di mezzo i pali, quelli vicini a Silvestri, il portiere veneto. Luis Alberto ha fatto di tutto per violare la porta avversaria, i pali – uno per tempo – gliel’hanno impedito.

Per essere casalinghi, quei pali non si sono comportati fedelmente, sembravano pali veronesi o, chissà, più vicini ai tifosi della Roma.

Ma un’analisi più ponderata della partita mette in evidenza la troppa fretta dei biancocelesti di vincere, di catturare quei tre punti che li avrebbero portati a guardare dall’alto gli interisti.

Troppa fretta, precipitazione, molta foga e poche idee nello scontro con un Verona che in più di un’occasione ha mostrato di poter essere lei a prevalere. Per fortuna Strakosha era in giornata positiva, ha fatto un paio di miracoli evitando una figuraccia ai compagni.

Il gioco della Lazio ormai lo conoscono tutti, ma non tutte le avversarie riescono a sfruttarne i punti deboli. Il Verona non è la Spal, sa difendersi e attaccare, anche se, come la Lazio di oggi, non sa per fortuna fare gol.

I laziali hanno corso per tutti i novanta minuti, più i cinque di recupero, e i veronesi hanno fatto la stessa cosa, con continui capovolgimenti di fronte.

Non è un caso dover riconoscere che i migliori in campo sono stati, oltre al superlativo e sfortunato Luis Alberto, i due portieri, con Strakosha sempre pronto, forse per merito della gomma americana che gli tiene a posto i nervi e i muscoli, e con Silvestri che è riuscito a convincere i pali a salvarlo quando non aveva la possibilità di farlo da sé.

Inzaghi le ha tentate tutte. Ha tolto Lulic per far entrare Jony, ha tolto Lazzari per far entrare Marusic, ha tolto Caicedo per far entrare Parolo. Tre uomini più freschi al posto di tre uomini evidentemente stanchi, che avevano dato tutto quel che avevano nei muscoli e nella testa. Il risultato, però, non è cambiato. Una partita nata con in testa la X del pareggio, segnata dal destino cinico anche se non baro, non poteva che finire in pareggio.

Troppi cartellini gialli penalizzano, speriamo non troppo, la Lazio nella prossima partita a Parma, con Radu e Milinkovic Savic fuori perché diffidati. Giallo anche per Jony, che forse non lo meritava. Ma che volete, Abisso doveva pur tirar fuori dalla tasca qualche cartellino.

Adesso la Lazio rimane in  terza posizione, anche se ha raggranellato un punticino che fa sentire il suo fiato sul collo dell’Inter. E il campionato è ancora lungo.

Bruno Cossàr

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