Quantcast

Lazio e Cagliari si sono svegliate: 2-2

Più informazioni su

    Lazio e Cagliari si sono svegliate: 2-2 –

    Dopo due partite segnate dal sonno, sia la Lazio e sia il Cagliari si sono decise a dar retta alla sveglia sonata alle 18 di oggi. Finalmente si sono visti i calciatori di entrambe le squadre correre per novanta minuti. E si sono visti i gol, due per parte.

    Ha cominciato Immobile al 45’ e, all’inizio della ripresa, ha replicato Joao Pedro, approfittando di un colpo di sonno della difesa laziale, recidiva a inizio gioco. Per fortuna poi ha deciso di alzare il ritmo e di aumentare la soglia dell’attenzione.

    Il gol di Immobile è da manuale: Milinkovic Savic gli gira con precisione da orologiaio il pallone lanciatogli da Lazzari e Ciro salta al momento giusto e spedisce di testa dentro la porta rossoblù.

    Al 46’ la replica cagliaritana. Laziali ancora non consapevoli, forse, che l’arbitro da pochi secondi aveva dato il fischio d’inizio della ripresa, rimangono imbambolati a guardare il pallone che Joao Pedro, dopo aver scambiato con Marin, sorprende Reina con un pallonetto colpito di testa.

    I biancocelesti si stropicciano gli occhi, si rendono conto che la partita è ricominciata e decidono finalmente di mettersi a giocare sul serio.

    Il duo delle meraviglie Luis Alberto-Ciro Immobile cerca di spaventare Cragno due volte in due minuti, al 54’ e al 55’ ma prima Immobile spara sull’esterno della rete, poi Luis Alberto non riesce a ingannare Cragno che blocca il pallone in due tempi.

    Intanto, al 56’, Mazzarri, detto il tenente Colombo senza trench, sostituisce l’irrequieto Caceres mettendo al suo posto Walukiewicz.

    Bisogna arrivare al 62’ per vedere il gol dell’ex. Questi ex! Perché ce l’hanno con le ex squadre? Il fatto è che Keita Balde, dopo aver girato mezzo mondo, è tornato all’Olimpico con la maglia del Cagliari deciso a far rimpiangere Lotito di averlo lasciato emigrare. Joao Pedro, che tradotto in italiano si legge Giampiero, fa una discesa delle sue sulla fascia sinistra, si libera facilmente di Luiz Felipe e regala il pallone a Keita che stoppa e spara di destro punendo il povero Reina che non ne è per niente contento. Risultato ribaltato, in pochi minuti la Lazio dal vantaggio è passata allo svantaggio. Succede.

    Succede per fortuna anche che l’orgoglio della squadra, oggi eterodiretta da Martusciello per la squalifica di Sarri, viene fuori all’83’ e conquista il pareggio con un gran gol di Cataldi, entrato da poco al posto di Leiva. Felipe Anderson lancia dentro l’area di rigore, Cragno esce su Zaccagni entrato al posto di Pedro, Milinkovic Savic riesce a colpirlo di testa, pallone respinto che Cataldi non si fa sfuggire e spara dritto in alto nella porta rossoblù, con un forte tiro che non spacca la traversa solo perché la sfiora un millimetro sotto.

    Al 93’ Zappa riesce con un certo impegno a farsi espellere per doppia ammonizione. Impegno senza senso, perché la porta non era in pericolo.

    Bene, un punto per uno non fa male a nessuno, ma forse è il caso di dire che fa bene a tutti e due i contendenti. Alla Lazio che aveva bisogno di ritrovare la fiducia in sé, al Cagliari per mostrare a tutti che il cambio dell’allenatore è servito a mostrare che la squadra esiste, non si arrende.

    Bruno Cossàr

    Più informazioni su