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Lazio, che fatica pareggiare col Chievo!

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Lazio, che fatica pareggiare col Chievo! –

Il Chievo, è vero, con la cura di Di Carlo gioca senza la rassegnazione a perdere delle prime giornate. E con la cura di Di Carlo ha imparato a bloccare le iniziative dell’avversario con una incredibile serie di capitomboli, seguiti da “Ahio mamma” struggenti da parte di calciatori appena sfiorati da avversari più mingherlini e più educatini.

Però, diciamo la verità, la Lazio del primo tempo ha fatto rimpiangere, e ce ne voleva, quella della figuraccia rimediata a Cipro. Insomma, la Lazio A di Verona è stata, nel primo tempo, addirittura peggio della Lazio B di Limassol.

Di Carlo ha messo in campo quelli che sanno giocare a pallone, gente d’esperienza come Pellissier, che non a caso ha messo la firma sul gol veronese al 25’. Ispirato da Birsa, Pellissier ha insaccato profittando di una momentanea incertezza della difesa laziale.

Pellissier è recidivo, ce l’ha chissà perché con la Lazio, da lui perforata otto volte in 23 partite.

Una volta in vantaggio, il Chievo ha fatto di tutto, e pure di più, per addormentare le reazioni biancazzurre. Al primo urto, alla prima spallata, tutti giù per terra, pignucolando per danni immaginari, colpiti al fianco si tenevano la coscia, il ginocchio, la faccia, la testa. Una volta in piedi, correvano più di prima. E intanto avevano ri-addormentato gli ospiti, che forse non chiedevano altro, soprattutto Milinkovic Savic e Marusic (sostituito poi da Patric, mostratosi più sveglio).

Nel secondo tempo, Caicedo sostituisce Radu, apparso lento e un po’ malandato. È la mossa vincente, beh, pareggiante, di Inzaghi che torna dopo cinquant’anni alla difesa a due, due terzini all’occorrenza centrali, Acerbi e Wallace. Di Acerbi non c’è bisogno di parlare, è un campione indiscutibile. Ma avete visto Wallace? Trovandosi da solo, o quasi da solo, a proteggere Strakosha, ha mostrato capacità insospettabili fino a ieri. Ha lottato su tutti i palloni, è arrivato sul pallone prima degli attaccanti avversari, ha sempre saputo da che parte calciarlo senza mettersi a pensare troppo. La spiegazione forse è questa: quando è in compagnia di altri due o tre difensori, si pone il dubbio su chi deve intervenire, lui o gli altri? “Lo prendo io o lo prendi tu?” pensa riferendosi al pallone. Quando è solo non ha dubbi: lo prende lui.

Un difensore in meno, un attaccante in più, Caicedo, e la Lazio finalmente gira, mette paura, sollecitando i veronesi a moltiplicare gli svenimenti per una toccatina.

Per raggiungere il pareggio, però, occorre l’azione dei due attaccanti più svegli del momento: al 66’ Correa regala un assist a Immobile che finalmente punisce Sorrentino. Poi Ciro ci riprova, con un tiro troppo alto e con un palo veronese che gli impedisce di dare alla Lazio i tre punti a questo punto meritati.

E nel prossimo turno, la Lazio deve battere la Sampdoria se vuole sperare di riprendersi la posizione davanti al Milan.

Bruno Cossàr

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