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Lazio grande nel primo tempo, resiste nel secondo: 1-3

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    Lazio grande nel primo tempo, resiste nel secondo: 1-3 –

    È tornata la Lazio, quella tosta, quella vincente, che ha segnato tre volte alla Sampdoria. È però tornata anche, nel secondo tempo, la Lazietta, quella che fa fatica a reggersi in piedi, quella che non ce la fa a fare due partite a settimana, e che nella ripresa non è stata mai in grado di attaccare e ha permesso ai padroni di casa di segnare il gol della bandiera a un minuto dalla fine.

    È tornato anche Strakosha, forse perché a Reina deve essere sopravvenuta una brutta lombosciatalgia a furia di doversi inchinare a raccogliere palloni nella sua rete. E Strakosha è tornato con una novità: ha lasciato, o dimenticato, la gomma americana nello spogliatoio. Meglio così, s’è distratto di meno, ha fatto miracoli nel finale per proteggere la sua porta, abbandonato dai suoi compagni non più in grado di cacciare il pallone verso zone meno pericolose.

    Dunque, primo tempo tutto della Lazio, che nei primi quarantacinque minuti è andata tre volte in rete, impedendo agli avversari di andare a disturbare Strakosha. Secondo tempo tutto della Samp, con la Lazio schiacciata in difesa e, per di più, ridotta in dieci uomini per il rosso guadagnato da Milinkovic Savic per eccessive proteste dopo il giallo mostratogli da Fabbri per un fallo commesso, secondo il serbo, dopo averne subìto uno non sanzionato dall’arbitro.

    Vediamo i gol. Il primo è un capolavoro di Milinkovic Savic che, al 7’, approfitta del passaggio d’oro di Zaccagni a cui Immobile aveva girato un pallone rapinato ai difensori blucerchiati.

    Il secondo e il terzo portano la firma di Ciro. È il 17’ quando Zaccagni, oggi una partita superlativa la sua, salta due avversari e gira il pallone a Immobile che, in modo improvviso e, come si dice, “sporco”, riesce a infilare Audero che non se lo aspettava. Al 37’ arriva il terzo gol. Milinkovic Savic passa rasoterra un pallone a Ciro che prontamente si gira e spara di destro a incrociare superando Audero che stava dall’altra parte.

    Sul tre a zero la partita appare segnata, se non finita. Nel secondo tempo si capisce sùbito che non è così. I laziali hanno speso sul campo di Marassi tutte le loro scarse forze. Sarri comincia a far riposare qualcuno dei suoi. Comincia sostituendo Immobile, un po’ acciaccato, con Muriqi.

    La Samp, che nello spogliatoio ha preso una doppia dose di tè, trova il coraggio di attaccare con Candreva, con Gabbiadini, con Quagliarella, senza ottenere altro che vedere i biancocelesti rinchiudersi nella loro area. È il 64’ quando Sarri concede un po’ di riposo a Pedro e fa entrare Felipe Anderson, apparso sùbito più stanco di lui. È un po’ di tempo che Anderson si trova in queste precarie condizioni. Nell’occasione, dice a Lucas Leiva di guadagnarsi pure lui lo stipendiuccio e lo manda a sostituire Cataldi, che ha guidato gli arrembaggi della sua squadra.

    Al 67’ l’episodio che vede protagonista e vittima Milinkovic Savic. Fallo su Augello, giallo per il serbo che protesta con l’arbitro per aver subìto lui un fallo da Augello che lo ha tirato per la maglietta. Fabbri non accetta la protesta, gli mostra il secondo giallo e il rosso.

    A questo punto la Lazio, già stanchissima e ridotta in dieci, si arrocca in difesa, decisa a difendere in ogni modo il vantaggio. Ci riesce a fatica, con strepitose parate di Strakosha, fino all’89’, quando Gabbiadini riceve un delizioso pallone da Ciervo che, generoso, gira in omaggio al portiere della Lazio deponendolo con grazia in fondo alla rete.

    Sei minuti di recupero, i samdoriani provano a approfittare del sonno della Lazio, ma Strakosha è ben sveglio e impedisce al pallone di superare la linea di porta.

    La Lazio aggancia la Roma a quota 25, la Samp si ferma a 15 punti, ad appena cinque più del Genoa in zona retrocessione, alla vigilia del derby della Lanterna.

    Bruno Cossàr

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