Lazio, non basta giocare bene contro i mostri dell’Atalanta (1-4)

Più informazioni su

    Lazio, non basta giocare bene contro i mostri dell’Atalanta (1-4) –

    Al gioco del calcio vince chi segna un gol più della squadra avversaria e l’Atalanta ne ha segnati quattro contro l’unica palla messa a segno da Caicedo. Vittoria indiscutibile anche se pesante quella dei bergamaschi all’Olimpico.

    La Lazio non ha giocato male, anzi al contrario, ma contro i mostri di Bergamo oggi c’era poco da fare. Come ormai la squadra di Inzaghi ci ha abituati, i biancocelesti sono partiti a razzo nei primi minuti, per vedere però dopo soli dieci minuti il primo pallone rintanarsi dietro Strakosha. Hanno provato a reagire e di gol ne hanno presi altri tre, l’ultimo nel secondo tempo.

    E nel secondo tempo i padroni di casa sono apparsi decisi a recuperare lo svantaggio, come spesso succede alla squadra. Sul 3-1 conquistato da Caicedo, cominciavano a crederci, ma con l’arrivo del quarto pallone nel canestro di Strakosha, hanno dovuto ammettere che non c’era da illudersi.

    Simone Inzaghi ha fatto entrare in campo Cataldi al posto di Leiva, Basros al posto di Radu, Escalante per Luis Alberto, Akpa Akpro per Milinkovic Savic, Anderson al posto di Lazzari, senza grandi risultati.

    I gol. Al 10’ Gosens. Traversone di Gomez per Hateboer che rimette in mezzo per l’accorrente Gosens, che spara al volo dal limite dell’area piccola e trafigge Strakosha.

    Al 32’ Hateboer. Cross da sinistra di Gosens per Hateboer che non perde l’occasione di infilare Strakosha. Azione fotocopia del primo gol, con i due bergamaschi a parti invertite.

    Al 41’ Gomez. Patric respinge di testa regalando il pallone a Gomez che non rinuncia a beffare il povero Strakosha.

    Al 57’, finalmente, il gol della Lazio, firmato da Caicedo, il più sveglio della squadra romana. Traversone di Milinkovic Savic e Caicedo stoppa il pallone, aggira Sportiello e in un ultimo guizzo devìa in rete a pochi centimetri dalla porta, cadendo a terra. Sì, il più sveglio degli attaccanti biancocelesti, che hanno brillato in difesa col solo Acerbi, una saracinesca umana.

    Al 61’ il secondo gol di Gomez. Malinovskyi lancia Gomez che non aspetta l’invito di Strakosha per regalargli il pallone, depositato alle sue spalle.

    E se al 45’ Lazzari, solo davanti al portiere, non avesse rinunciato a sparare addosso a Sportiello per crossare a un compagno inesistente, chissà, forse sarebbe stata un’altra partita.

    Bruno Cossàr

     

    Più informazioni su