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Lazio, pioggia di gol sulla Spal: 4-1

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Lazio, pioggia di gol sulla Spal: 4-1 –

A Roma piove da giorni, sempre, senza fermarsi mai. Non ha fatto eccezione nemmeno oggi all’Olimpico, dove alla pioggia incessante la Lazio ha aggiunto una pioggia di gol alle spalle di Milinkovic Savic, il fratello del campione della Lazio che difende, facendo quel che può, la porta della Spal.

La Lazio, punita dall’Inter, ha subito ripreso la sua abitudine di battere senza troppi problemi le squadre di secondo piano. Finora la squadra di Inzaghi ha perso soltanto gli scontri diretti con le protagoniste dei piani alti della classifica.

E così ha rifilato quattro gol, subendone uno solo, a una Spal che sembra aver già esaurito la spinta iniziale che l’aveva portata nella zona alta della classifica.

Riguardiamoli, questi gol, ne vale la pena. Il primo è di Immobile, tornato a essere lui dopo aver rinunciato a schiarirsi i capelli: i biondi non hanno fortuna a Roma, non sono più i tempi di Selmosson. Per il gol Immobile deve ringraziare il socio Cataldi, che dall’angolo calcia perfettamente sul piede destro di Ciro, un piede che non perdona (quasi) mai.

Passano solo due minuti e la Spal mostra di non essersi arresa alla superiorità dei padroni di casa. Acerbi, impegnato a pensare ai fatti suoi, dimentica di sorvegliare Antenucci, che gira in rete il passaggio di Lazzari.

Sull’1-1 la Lazio capisce che è ora di fare sul serio. E, come al solito, ci pensa ancora Immobile. Destro dal limite, deviato da Costa, il passaggio è di Caicedo, sempre meno timido, sempre meno spaesato.

Nel secondo tempo, al 14’, gran gol di Cataldi, a cui un anno fuori dall’aria di casa ha insegnato a essere più concreto. La difesa spallina si distrae, Cataldi lasciato senza guardiani spara dritto dietro alle spalle del povero portiere Milinkovic Savic (ma non potrebbe, uno dei due fratelli, cambiare nome, così, tanto per non creare confusione nelle teste dei cronisti?).

Intanto, Correa – sempre troppo poco usato, ma Inzaghi avrà certo le sue ragioni – sostituisce Caicedo, mentre Lulic lascia il posto a Lukaku, detto Toh-chi-si-rivede.

La Lazio potrebbe a questo punto accontentarsi del vantaggio che gli ospiti non sembrano avere la forza di ribaltare, ma Parolo no. Parolo è uno che ci prova sempre, spesso sparando a casaccio, ma, in base alle legge delle probabilità, chi ci prova spesso qualche volta ci azzecca. E ecco il 4-1: Parolo toglie di forza il pallone a un difensore spallino e spara la solita cannonata di destro da fuori area. Per Milinkovic Savic non c’è niente da fare, salvo guardare in quale angolo della rete è finito il pallone.

Per la Lazio non c’è pausa. Giovedì per l’Europa League deve affrontare di nuovo l’Olympique Marsiglia, per poi affrontare, pochissimi giorni dopo, il Sassuolo allo stadio Mapei di Reggio Emilia. Nessuna paura, ormai la Lazio è abituata a giocare ogni tre giorni.

Certo, però, se Lotito a gennaio comprasse qualche rinforzo, Inzaghi avrebbe meno problemi coi turni, che ora lo costringono a inventarsi di tutto, non potendo scendere in campo lui.

Bruno Cossàr

 

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