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Lazio in testa, riacchiappatela (se ci riuscite)!

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Lazio in testa, riacchiappatela (se ci riuscite)! –

Sì, è vero, Juventus-Inter è stata rinviata per incompatibilità col coronavirus. Sì, è vero, il primo posto in classifica è provvisorio, in attesa che giochino anche le rivali. Sì, è vero tutto, ma provate a riacchiapparla questa Lazio! Cari juventini e cari interisti, provatele tutte, ma riacchiappare questa Lazio è proprio difficile.

I romani si sono liberati dell’ostacolo Bologna senza troppo faticare. Hanno dominato il primo tempo, hanno tenuto a bada i rossoblù diventati aggressivi nel secondo tempo, impegnando Strakosha in un paio di occasioni trovandosi davanti un muro umano. Bisogna che mi ricordi di chiedere a Strakosha la marca della sua gomma americana, che gli dà forza e sicurezza per novanta minuti.

I felsinei sono stati illusi due volte, realizzando due gol, che il var ha annullato giustamente. Il primo, realizzato al 53’ da Denswil che spara su Strakosha, il pallone respinto dal portiere gli rimbalza sul braccio e finisce in rete. Non è gol, segnare con un braccio non è ammesso nel calcio.

Il secondo gol arriva al 69’. Poli lancia su Palacio, che però è in fuorigioco, di pochi centimetri ma comunque in fuorigioco. Palacio la rilancia su Tomiyasu che sfrutta un malinteso tra Radu e Jony e insacca in rete. Ma il var ha visto il fuorigioco e Abisso annulla.

I gol validi portano la firma di Luis Alberto e di Correa. Il portoghese al 18’ riparte a centrocampo, apre a sinistra su Immobile che lascia a Luis Alberto, in posizione più favorevole, l’onore di segnare l’1-0. Un gran gol.

Il secondo gol arriva quattro minuti dopo. Ripartenza di Luis Alberto, che lancia su Correa che da destra spara verso la porta rossoblù e il pallone, che sa dove deve andare a colpire, carambola su Danilo e finisce alle spalle di Skorupski.

Inzaghi fa riposare l’esausto ma inesauribile Luis Alberto sostituendolo al 61’ con Parolo. Poi, al 75’ manda in panchina Correa sostituendolo con Cataldi. Infine, all’84’ fa entrare Caicedo per regalare la standing ovation a Ciro Immobile, che ha dato tutto e ha raccolto poco in questa partita.

E così, dopo vent’anni, la Lazio torna in testa alla classifica, respira aria di scudetto, mostrando una continuità di risultati e di gioco che Juve e Inter se la sognano. Certo, il campionato non è finito e i romani qualche problema lo hanno.

Manca Acerbi e oggi s’è visto quanto manca. La difesa ha fatto il possibile, ma in qualche occasione è andata in confusione, lasciando pericolose opportunità ai bolognesi, protagonisti di un secondo tempo molto aggressivo che solo il var ha potuto domare.

Ma basta col trionfalismo, basta con le celebrazioni anticipate. La regola di Inzaghi è di affrontare una partita per volta, e la regola sta funzionando alla grande. Nella prossima puntata, la Lazio dovrà andare a Bergamo, coronavirus permettendo, per affrontare l’Atalanta, sua antica “bestia nera”. E il Bologna dell’amico Mihajlovic ospiterà la Juventus. Daje Sinisa, facce sto favore!

Bruno Cossàr

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