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Lazio, e chi ti ferma più! 5-1 alla Samp

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Lazio, e chi ti ferma più! 5-1 alla Samp –

La Samp non era la squadra giusta per fermare la Lazio, è vero. Ma la domanda “e chi ti ferma più?” è corretta, dopo undici vittorie consecutive, non siete d’accordo?

Undicesima vittoria consecutiva, tre gol e un assist di Immobile, Caicedo che non aspetta più gli ultimi momenti della partita, la “zona Lazio”, ma approfitta subito, al 7’ del primo tempo, di un assist di Immobile per mettere la sua firma al gol che apre la goleada biancoceleste, e Immobile che ne fa tre e si porta il pallone a casa, e Bastos che ricorda ai tifosi dell’Olimpico che lui, difensore ormai collaudato, ha il vizio del gol ogni volta che gli capita l’occasione. Che volete di più?

La Sampdoria è partita rassegnata, e rassegnata è stata per tutta la partita, salvo il lampo del brillante Linetty che, ormai sul 5 a 0, al 70’ ha infilato alle spalle di Strakosha il pallone che gli era capitato davanti ai piedi, respinto dal portiere su tiro di Gabbiadini. Certo, non tutte le avversarie della Samp sono la Lazio, ma Ranieri deve inventarsi qualcosa di nuovo se vuole salvare la sua squadra dalla serie B.

E descriviamo i gol. Al 7’ il primo: Immobile, che ha superato il coriaceo Chabot (tanto coriaceo che l’arbitro Chiffi ha dovuto espellerlo al 73’ per un fallo da ultimo uomo su Adekanye entrato da poco in sostituzione dell’eroe Caicedo), spara sul portiere Audero che respinge corto sui piedi di Caicedo che non perdona.

Al 17’ il numero 17 della Lazio ha trasformato in gol il rigore decretato da Chiffi per punire Murru che ha fermato col braccio un pallone indiscreto. Se avessero giocato ieri sarebbe stato il 17 che il 17 gennaio al 17esimo avrebbe fatto centro.

Il terzo gol è di Immobile, in giornata da record. È il 20’ quando Ciro, afferrato al volo un lancio di Acerbi, batte il povero Audero, ormai preda del mal di schiena conseguente al doversi ogni poco inchinare a recuperare il pallone dentro la rete. Alla Lazio sono bastati venti minuti per conquistare i tre punti, ma per il rispetto dovuto al pubblico pagante e portoghese, decide di non fermarsi fino all’ultimo minuto.

Finisce il primo tempo, ma non si esaurisce la fame di gol dei laziali. È il 54’ quando Bastos – che ha da poco sostituito Radu preda di doloretti muscolari – trovandosi per caso in posizione avanzata, raccoglie il pallone lanciatogli da Lucas Leiva e lo infila sotto la traversa con un tiro imprendibile.

E non finisce qui. Al 62’ Omar Colley pensa bene, cadendo, di afferrare con un braccio il pallone, guadagnandosi un cartellino giallo. Passano due minuti e il Var (Manganiello) riesce a convincere Chiffi che il gesto di Colley merita il rigore. Già che si trova lì, ci pensa Ciro a trafiggere per la quinta volta il povero, disperato, perplesso, rassegnato Audero.

Poi, però, emerge la bontà della Lazio, che non vuole lasciare gli avversari a bocca asciutta, in fondo sono dei bravi ragazzi. E allora Strakosha, il più buono dei biancocelesti, nel respingere un forte tiro di Gabbiadini, lo spedisce sui piedi di Linetty che, con prontezza e brillantezza, glielo restituisce educatamente infilandolo nella porta.

Un altro passo avanti verso la conquista dello scudetto. Ma la Lazio non guarda la classifica, non fa programmi, salvo il solito: cercare di vincere ancora, ogni partita deve essere giocata come una finale.

Bruno Cossàr

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