Quantcast

Le rubriche di RomaDailyNews - OPS - Opinioni politicamente scorrette - di Arrigo d'Armiento

Legge elettorale da cambiare? No, il problema è la Costituzione

Più informazioni su

    Legge elettorale da cambiare? No, il problema è la Costituzione –

    Che le istituzioni italiane non funzionino lo sanno tutti. Per la verità, non hanno mai funzionato, neanche durante il lungo regno democristiano. Ogni tanto i partiti provano a proporre modifiche alla legge elettorale, pur sapendo che il problema non è solo quello della scelta fra maggioritario e proporzionale, è un problema di istituzioni, di come sono disegnate nella Costituzione.

    Proposte di modifica della Carta periodicamente spuntano da parte di qualche partito, di qualche leader, di qualche studioso. Ma i partiti fanno finta di non capire. Il motivo è semplice: con le istituzioni inventate nel ’47, il potere politico è esclusiva dei partiti, non del popolo. E i partiti tutto possono volere meno che la rinuncia al loro potere, anche adesso che nessun partito e nessuna coalizione riescono a gestirlo.

    Come si fa a modificare la Costituzione? De Gaulle, alle prese con una crisi addirittura peggiore della nostra (i governi a Parigi cadevano ogni tre mesi), chiamò Debré e gli ordinò di redigere una nuova costituzione dandogli una settimana di tempo per consegnargli il testo. Debré si fece aiutare da Duverger e insieme la scrissero rispettando i tempi e le indicazioni del capo del governo. Sottoposta la nuova carta a referendum, è in vigore da più di sessant’anni, senza che a qualche partito sia mai venuto in mente di modificarla.

    In Italia qualcuno in grado di scriverla lo abbiamo sempre avuto – Calamandrei, Maranini, Pacciardi, Sartori… e Armaroli lo abbiamo ancora – quello che manca è un De Gaulle.

    Arrigo d’Armiento

    Più informazioni su