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Le rubriche di RomaDailyNews - OPS - Opinioni politicamente scorrette - di Arrigo d'Armiento

L’Ungheria difende i diritti dei bambini, l’Ue no

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    L’Ungheria difende i diritti dei bambini, l’Ue no –

    Ci risiamo. Appena possono, i perdigiorno dell’Unione Europea si divertono a accusare l’Ungheria delle peggiori nefandezze. Prima ce l’avevano con Orbàn perché osava difendere i confini del suo Paese, adesso perché osa, disobbedendo al nazista politicamente corretto, difendere i diritti dei bambini e dei loro genitori dall’imposizione delle dottrine sessuali della lobby Lgbt.

    A Bruxelles hanno mai letto il testo della legge ungherese che vieta l’indottrinamento lgbt nelle scuole? Se l’hanno letto, sono colpevoli di far finta di non aver capito, o di aver capito il contrario di ciò che c’è scritto. Ma è più probabile che non l’abbiano letto, tanto Orbàn e il suo governo, eletto democraticamente, sono colpevoli sempre.

    Vale la pena ricordare che nei paesi civili i bambini, finché sono minorenni, “appartengono” ai genitori non allo Stato, come da sempre predicano i comunisti e come predicavano un tempo i nazisti. Oggi l’Ungheria, un Paese che dai comunisti ha subìto una repressione drammatica per mezzo secolo, è un paese democratico, con elezioni libere e con democrazia diffusa, assolutamente refrattario al marxismo e alle ideologie che vietano la libertà, imponendo il pensiero unico, allineato ai dogmi degli orfani dell’Unione sovietica.

    A beneficio di chi voglia sapere quale sia il contenuto della legge che tanto poco piace a Bruxelles e alle lobby lgbt, copio e incollo l’articolo del ministro della giustizia ungherese raccolto da Giulio Meotti nella sua preziosa newsletter e ospitato da Emanuel Segre Amar nella sua pagina su Facebook, ringraziando entrambi per il servizio che rendono alla verità. (Ard)

    Così Emanuel Segre Amar: A costo di passare per fascista o per squadrista, come certi personaggi mi qualificano, ho pensato di pubblicare questo articolo del Ministro della Giustizia ungherese che nessuno vuole pubblicare, tranne il sempre bravo e attento Giulio Meotti (nella sua newsletter). Il celebre sito Politico si è rifiutato di pubblicare questo articolo del ministro della Giustizia dell’Ungheria, Judit Varga, che voleva spiegare all’Europa la legge in discussione. Lo ripubblico io qui sotto. Di cosa hanno tanta paura? Forse di un po’ di verità? Dopo aver vinto la battaglia culturale vogliono che tutti facciano la genuflessione, come “devono” fare i calciatori in campo prima della partita?

    Questo l’articolo del ministro ungherese.

    “Pensavamo che fossero interessati a sentire la nostra versione della storia. Ci sbagliavamo”
    di Judit Varga

    Da dieci anni, la stampa internazionale pubblica regolarmente dichiarazioni sulla morte della democrazia ungherese. Eppure, nonostante gridino ripetutamente al lupo, non c’è mai stato nessun lupo, anche se sfortunatamente quelli che gridano non sembrano mai stancarsi dell’inganno.

    Questa volta si dichiara che l’Ungheria ha adottato una legge discriminatoria e omofoba. A nessuno importa che la dichiarazione firmata da diversi Stati membri contenga false accuse e falsifichi il merito della legge ungherese sopprimendone parti essenziali. A nessuno interessa notare che il fulcro della legge è la protezione dei bambini da qualsiasi tipo di sessualità – quindi non può, per definizione, essere discriminatoria. Gli Stati membri firmatari non si sono nemmeno presi la briga di chiedere spiegazioni ufficiali al governo ungherese prima di emettere la loro lettera congiunta. Le critiche hanno generato un conflitto artificiale tra i diritti dei bambini e i diritti delle persone LGBT. È davvero questa l’incarnazione della leale cooperazione sancita dai Trattati?

    La nuova legge si concentra sulla garanzia dei diritti dei genitori e sulla protezione dei minori dall’accesso a contenuti che potrebbero contraddire i principi educativi che i loro genitori hanno scelto di insegnare loro fino a quando non diventeranno essi stessi adulti. Fino a quel momento, tuttavia, tutti gli altri attori – sia lo Stato che le scuole – dovranno rispettare il diritto dei genitori di decidere sull’educazione sessuale dei propri figli. Ecco di cosa tratta la nuova legge ungherese.

    Si ricorda che l’articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sancisce che deve essere rispettato il diritto dei genitori di assicurare l’educazione e l’insegnamento dei propri figli in conformità alle proprie convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche, conformemente alle leggi nazionali che disciplinano l’esercizio di tali libertà e diritti.
    La legge ungherese non si applica alla vita, all’identità sessuale o alle pratiche degli adulti di età superiore ai 18 anni, né al modo in cui tali adulti desiderano esprimersi o presentarsi pubblicamente.

    L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono soggetti a una rigida protezione costituzionale in Ungheria. Secondo l’Articolo XV paragrafo (2) della Legge Fondamentale, l’Ungheria garantisce i diritti fondamentali a tutti senza discriminazioni. Dal 2004, la legge sulla parità di trattamento ha affermato chiaramente all’articolo 1 che tutte le persone nel territorio dell’Ungheria devono essere trattate con lo stesso rispetto e vieta esplicitamente la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

    Le disposizioni non escludono alcuna attività in classe o altrimenti organizzata per gli studenti relativa alla cultura, al comportamento, allo sviluppo o all’orientamento sessuale, purché non promuova o diffonda tali argomenti. Si aspetta semplicemente che solo esperti qualificati descrivano questi problemi altamente sensibili ai bambini in modo appropriato all’età e basati su prove, contribuendo così alla loro corretta educazione con la direzione e la guida appropriate dei loro genitori e tutori legali.

    In Ungheria, ognuno è libero di esprimere la propria identità sessuale come meglio crede, poiché la legislazione ungherese garantisce pienamente i diritti fondamentali per ogni minoranza. Non è una contraddizione che garantisca anche il diritto e l’obbligo dei genitori di educare i propri figli. Non c’è nulla di discriminatorio in questo.

    Non è la prima volta, tuttavia, che l’europeità di una legge ungherese venga interpretata da alcuni che scelgono di giudicare anticipatamente senza prima richiedere i fatti. La dichiarazione politica che condanna la nuova legge ungherese è vergognosa, non solo perché va contro la leale cooperazione, ma anche perché la dichiarazione incorpora un’opinione politica faziosa senza un’indagine imparziale precedentemente condotta.

    Inoltre, non è la prima volta che la legislazione ungherese viene etichettata come discriminatoria. Tuttavia, la verità è che implicare che questa legge sia anti-UE discrimina esclusivamente quei genitori che, in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, abbracciano il diritto all’educazione dei propri figli.

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