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Mezza Lazio non basta per il Sassuolo

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    Mezza Lazio non basta per il Sassuolo –

    Formazione arrangiata alla meglio per la Lazio, che si presenta a Reggio Emilia contro il Sassuolo senza Acerbi, senza Luiz Felipe, senza Immobile, senza Luis Alberto, senza Milinkovic Savic, senza Hoedt, senza mezza squadra, senza sei titolari e, giacché c’è, è costretta a rinunciare dopo 18 minuti a Correa, che non riesce a andare avanti per un risentimento al polpaccio.

    E davanti si trova un Sassuolo che sa che soltanto vincendo può accedere alla Conference League, sperando che la Roma perda il confronto con lo Spezia.

    È andata a finire come era prevedibile, col 2-0 dei padroni di casa, con i titolari tutti presenti e nonostante abbiano perduto al 61’ Kyriakopoulos, autore del primo gol, espulso per doppio giallo.

    Ma malgrado la vittoria, il Sassuolo non è riuscito a guadagnarsi la Conference League perché la concorrente Roma ha portato a casa il pareggio (2-2) con lo Spezia che assegna ai cugini della Lazio l’accesso alla competizione.

    Il primo tempo comincia col Sassuolo padrone del campo e con la Lazio forse ancora addormentata per il viaggio. E arriva sùbito il gol. Lo segna Kyriakopoulos al 10’ che batte Strakosha con un preciso tiro all’angolo dove il portiere non può arrivare.

    Finalmente la Lazio si sveglia, si stropiccia gli occhi e prova sùbito a reagire. Ci prova Lulic, ci prova Muriqi, ci riprova Muriqi su passaggio di Correa, che tre minuti dopo è costretto a uscire per un risentimento a un polpaccio. A sostituirlo, Inzaghi chiama Fares.

    I biancocelesti, verdi per l’occasione, pressano, aggrediscono, sùbito imitati da Berardi fermato da Radu. Alla mezz’ora contropiede laziale, Lazzari allunga ma viene fermato da un avversario che, in amicizia, gli dà un colpetto sulla schiena facendolo cadere a terra. Rigore, reclamano i laziali. Ma rigore è quando arbitro fischia, e Prontera non fischia.

    Il Sassuolo ha ricominciato a premere, ma va a sbattere regolarmente sulla difesa romana, ben schierata. Kyriakopoulos ci riprova, ma con scarsa fortuna.

    Il secondo tempo pare giocato da due altre squadre, con la Lazio che attacca e il Sassuolo che si difende. Kyriakopoulos abbatte Leiva e si guadagna il primo giallo.

    È il 57’ quando De Zerbi fa uscire Defrel per far posto a Caputo e mette Traoré al posto di Duricic.

    Muriqi al 58’ colpisce male e spara in alto il pallone giratogli da Marusic.

    Tre minuti dopo Kyriakopoulos fa doppietta, ma non di gol come sperava, fa doppietta di cartellini gialli che si trasformano inevitabilmente in cartellino rosso. Sassuolo in dieci, la Lazio spera.

    De Zerbi manda Boga a continuare il relax sulla panchina e fa entrare Rogério.

    Adesso è la Lazio a attaccare un Sassuolo impaurito e rintanato nella sua area. Cross di Leiva per Muriqi bloccato da Rogério, Cataldi bloccato da Chiriches e Muriqi solo in area avversaria ci riprova ma colpisce male. Akpa Akpro anticipa Ferrari in area ma la palla sorvola la traversa.

    De Zerbi fa uscire Toljan e Lopez affidandosi a Kaan Ayhan e a Mehdi Bourabia.

    E si arriva al 77’ e alla fine del combattimento. Caputo penetra in area, sterza e finisce su Parolo che, non potendosi alzare in volo, gli permette di urtarlo e cadere a terra. Il contatto c’è, e l’arbitro fischia. Strakosha da una parte e il pallone sparato da Bernardi dall’altra, dentro la porta.

    Inzaghi gioca le ultime carte nella vana speranza di rimontare. Fa entrare Escalante per Leiva e il giovane Raul Moro per Akpa Akpro.

    All’83’ Strakosha si esibisce in una grande parata, bloccando in acrobazia il tiro di Caputo su passaggio di Bernardi. Inzaghi s’arrende e ne approfitta per presentare al pubblico laziale assente due gioiellini della primavera: Marco Bertini e Nicolò Armini per Cataldi e Lazzari.

    Negli ultimi minuti Parolo è protagonista di una svista che per poco non significa terzo gol per gli emiliani, ma è lui stesso con un intervento in acrobazia a togliere il pallone a un centimetro dalla linea di porta a Strakosha battuto.

    Bene il campionato è finito, la Lazio va in Europa League e nel frattempo si cura le ferite e cerca di mandare in ferie l’infermeria.

    Bruno Cossàr

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