Napoli 3 Lazio 1, decide Calvarese

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    Napoli 3 Lazio 1, decide Calvarese –

    Prendersela con l’arbitro per chi segue il calcio è facile e quasi sempre sbagliato. Ma oggi Calvarese, complice il caldo, complice la pioggia, complice la stanchezza di un campionato rovinato dalla quarantena e dal riposo forzato, non ne ha azzeccata una.

    Ha permesso a Manolas di compiere azioni poco sportive senza sanzionarlo, come meritava, col giallo. E due gialli fanno un rosso. Manolas lo conosciamo tutti, se non ferma l’attaccante in modo regolamentare, lo fa con le maniere forti. Calvarese non vede (o vede poco perché fischia la punizione ma non mostra il giallo) l’ex romanista che ostacola e butta a terra Immobile con la palla lontana. Se non è giallo questo… Poi si ripete, ma poco prima Koulibaly fa la stessa cosa con Correa, che almeno aveva la palla, e si becca il giallo.

    Ma è al 52’ che arriva l’errore più grossolano dell’arbitro. Insigne serve Mertens che calcia di prima sfiorando il palo, un attimo dopo il tiro, con la palla già fuori, arriva Parolo in scivolata che butta a terra il belga. Come si fa a dare un rigore per un fallo compiuto quando la palla è già fuori del campo? Se la palla è fuori, non c’è fallo. È il vantaggio del Napoli, col rigore trasformato da Insigne.

    Tutta la partita è stata condotta su questa musica dall’arbitro, in giornata negativa. Volete sapere l’ultima? Ve ne siete accorti? Ebbene, Calvarese ha fischiato la fine della partita con mezzo minuto di anticipo. Aveva concesso un recupero di sei minuti e al minuto 95.30 ha mandato tutti negli spogliatoi. Poco male, per carità, ma dà la misura della giornataccia del direttore di gara, o forse del suo cronometro che non sopportava più il caldo.

    Parliamo ora delle cose belle. La prima è il gol di Fabian Ruiz al 9’. Con la difesa laziale, oggi in divisa blu (forse un po’ jettatoria), ancora addormentata, su passaggio di Mertens, Fabian Ruiz tira a giro sorprendendo Strakosha che non può fare niente, anche per l’improvvido intervento di Luiz Felipe che devìa il tiro.

    Poco male, il gol pare svegliare i romani, che danno l’assalto alla porta di Ospina. I napoletani lasciano giocare, fermando con le buone o con le cattive gli attaccanti avversari.

    Arriva il 22’ e arriva il trionfo di Immobile, che segna il 36esimo gol stagionale raggiungendo il record di Higuain. Ormai Ciro s’è guadagnata, col titolo di capo cannoniere, anche la Scarpa d’oro di miglior goleador d’Europa, battendo Lewandowski e Cristiano Ronaldo. Parolo passa a Marusic che, con un paio di scambi con Immobile, gli permette di superare in velocità Manolas e battere Ospina.

    Nel secondo tempo, le squadre continuano a combattere, anche se il pareggio alla Lazio farebbe comodo per raggiungere il terzo posto. Ma al 54’ arriva il rigore che non c’è. Ma c’è Insigne che non sbaglia, spiazza Strakosha e lo infila.

    Al 69’, dopo che Inzaghi ha sostituito Acerbi con Bastos e Patric con Vavro, l’ex giallorosso Manolas, sempre lui, atterra il povero Correa nell’indifferenza di Calvarese, che il giallo invece che al difensore del Napoli lo mostra a Immobile e a Mario Rui per le proteste e l’accenno di rissa, e poi anche a Gattuso e a Inzaghi che si scambiano parole poco cortesi. Insomma, l’arbitro il cartellino giallo lo ha, perché lo mostra a tutti meno che a Manolas? Mistero.

    La partita va avanti con la Lazio all’arrembaggio, ma un po’ sguarnita in difesa. Marusic va vicino al gol, ma vicino non significa dentro, inutile mordersi le mani.

    Gattuso fa uscire Callejon sostituendolo al 79’ con Lozano, regalando al capitano un po’ di applausi e gli abbracci – i calciatori possono, gli studenti no – dei compagni che lo salutano nell’ultima partita giocata coi colori del Napoli.

    Insigne poco dopo accusa un forte dolore all’inguine e è costretto a lasciare il campo sostituito da Elmas.

    Entra Politano al posto di Zielinski, nella Lazio escono Correa e Parolo, sostituiti da Adekanye e André Anderson. Ormai nemmeno Inzaghi crede più alla possibilità di raggiungere il pareggio.

    È Politano a mettere il sigillo al risultato al 92’. Difesa laziale ormai in ferie, Di Lorenzo serve Mertens che regala un delizioso pallone a Politano che con poca fatica e molta precisione infila il rassegnato Strakosha.

    Non c’è più tempo per giocare, ma ne rimane un po’ per far nascere un’altra rissa. Luiz Pelipe interviene malamente su Lozano, ne nasce un parapiglia che fa guadagnare un giallo ciascuno a Milinkovic Savic e a Elmas. Chissà, se Calvarese i gialli li avesse mostrati dall’inizio, punendo le scorrettezze soprattutto di Manolas, avrebbe forse risparmiato la fatica di tirare fuori dalla tasca troppe volte il cartellino nel finale di partita. E non è finita qui, le risse, per la verità poco cruente vista la stanchezza di tutti e il caldo opprimente, sono proseguite anche dopo il fischio finale. Peccato per due squadre che meritavano di giocare al calcio, solo al calcio.

    Il campionato è finito, finalmente. La Lazio va in Champions League, il Napoli è escluso, ma ora deve pensare alla prossima partita col Barcellona per gli ottavi di champions, sognando di conquistare la coppa che gli permetterebbe di rientrare in gioco.

    E Ciro Immobile si consola col primato nella classifica dei cannonieri, con 36 reti contro le 32 di Ronaldo, raggiungendo Higuain nel numero di reti fatte in una stagione, tallonando Signori nel numero dei gol ammucchiati in una sola squadra, la Lazio. Piola è ancora lontano, ma non si sa mai, bastano altri due campionati come questo e il record è raggiunto.

    Bruno Cossàr

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