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Operazione Higuain: perché sì, perché no

Roma – Dei tanti nomi gettati in pasto alla folla quello probabilmente più discusso porta la firma di Gonzalo Higuain.
L’attaccante argentino, di proprietà della Juventus, è entrato in orbita Roma da quando Edin Dzeko ha stabilito di non voler più stanziare nella Capitale. Ancora poco chiara quale sarà la prossima destinazione del numero 9, ma intanto dal quartier generale di Trigoria hanno iniziato ormai da tempo a buttare l’occhio sui papabili sostituti. Tra questi, configurano appunto le generalità del Pipita.

Il calciatore nato a Breast, in Francia, nel 1987 è attualmente di appartenenza della Juventus. Lo stipendio percepito è di circa 7,5 milioni netti l’anno, con un contratto in scadenza nel 2021. I giallorossi non sarebbero disposti ad andare oltre i 4,5 a stagione, stessa somma percepita dal bosniaco. In soccorso in tal senso potrebbe intervenire proprio il club bianconero, al quale andrebbero invece circa 18 milioni: il versamento della buonuscita permetterebbe a Higuain di intascare immediatamente 15 milioni, ovvero i restanti soldi dei 2 anni di contratto ancora da consumare con la Vecchia Signora.
Ma per i dettagli specifici è ancora tutto molto prematuro, ma possiamo cominciare a stilare una serie di pro e contro di un matrimonio considerato affascinante per alcuni, controproducente per altri.

Perché no

Fino a qualche anno fa sarebbe stato compito difficile trovare i ‘no’ ad un possibile acquisto di Higuain. A Napoli fece letteralmente impazzire la platea del San Paolo a suon di gol: 71 in 104 partite di serie A, stabilendo il record di marcature in un singolo campionato durante la stagione 2015/2016, chiudendo in vetta alla classifica marcatori con 33 centri. Il passaggio alla Juventus per 90 milioni configurerà come il più esoso del nostro torneo fino all’arrivo di Cristiano Ronaldo. A Torino non perde smalto né fiuto del gol, ma iniziano a sorgere i primi problemi.

Il peso è probabilmente il cruccio più grande che porterà il club di Agnelli a propendere per la cessione in prestito. Vistosi sono i chili in più rispetto alle annate partenopee, che rendono il Pipita più pesante e meno agile nel suo habitat naturale: l’area di rigore.
Chiusasi (temporaneamente) la parentesi piemontese, comincia un anno travagliato per lui. Finisce a Milano, sponda rossonera, con la formula del prestito oneroso a 18 milioni e con possibile riscatto a 36. Un riscatto che non verrà mai effettuato, con appena 6 gol in 15 presenze.

Anche a Londra, girato in prestito dalla Juventus al Chelsea dopo aver risolto anzitempo il rapporto lavorativo con il Milan, non troverà fortuna, tornando al mittente a conclusione della stagione appena terminata.
L’ultimo anno è stato dunque piuttosto agitato per l’attaccante, facendo sorgere più di qualche dubbio sulla sua tenuta fisica.
Proprio questo ha fatto insospettire i tifosi giallorossi, non restii al suo ingaggio, ma con i piedi di piombo dopo aver visto arrivare altri bomber (o presunti tali) in pompa magna e poi fallire del tutto.

Perché si

L’acquisto di Higuain è un rischio percorribile per vari motivi. Innanzitutto un nome così importante ridarebbe un pò di brio a tutti quei tifosi che in poco tempo hanno assistito a due addii dolorosi quali Totti e De Rossi. Ma certamente la scelta di un’azienda non può dipendere solo e solamente dalle richieste esterne. Higuain tuttavia porterebbe giovamento al club stesso. Non solo a livello tecnico, indiscutibile se il ragazzo in forma, ma anche a livello d’immagine e di marketing. Un nome così avrebbe sicuramente successo sulle casacche da gioco, non da sottovalutare nell’epoca in cui le società debbono portare avanti non solo il fattore campo, ma anche quello economico-finanziario.

Gianluca Petrachi, durante la propria conferenza di presentazione svoltasi pochi giorni fa all’interno del centro sportivo Fulvio Bernardini, ha messo subito le cose in chiaro per quanto riguarda un possibile arrivo del 31enne: “in caso di trattativa con la Juventus, lui deve essere il primo a crederci”. In sintesi, Higuain rappresenta quel profilo di calciatore seguito dal Ds, ma ritenuto fattibile solo qualora quest’ultimo percepisca volontà e voglia di rimettersi in gioco dopo un periodo di appannamento. Qualora Petrachi dovesse riscontrare queste peculiarità nell’argentino di origini francesi, allora il connubio Higuain-Roma potrebbe presto diventare realtà.

Massimiliano Sciarra