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Le rubriche di RomaDailyNews - OPS - Opinioni politicamente scorrette - di Arrigo d'Armiento

Patrimoniale o buoni del tesoro irredimibili. Che cosa preferite?

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    Patrimoniale o buoni del tesoro irredimibili. Che cosa preferite? –

    Sapete come fa uno Stato a trovare i soldi che gli servono senza fare nuovo debito? Facendo nuovo debito, un debito che non bisogna restituire. Leggete questo post di Alex Swan su facebook e l’articolo allegato, di Gianluigi De Marchi, tratto da Money.it tutti e due scritti in modo chiaro, semplice, che capisce chiunque. Aggiungo che i precedenti debiti irredimibili, quello al 3,5 per cento e quello al 5 per cento, furono emessi dal governo italiano in occasione di guerre o ricostruzione dopo guerre. (Ard

    Scrive Alex Swan:
    “Che saremmo andati in questa direzione lo scrivo da oltre un paio di anni e che sarebbe stato chiamato Draghi a farlo lo scrivo da Agosto 2019, serviva solo aprire la finestra di Overton per farvelo digerire e poi espletare. A seguire un articolo del giornalista economico (si fa per dire) Gianluigi De Marchi per Money.it.

    “Da notare la frase che vi anticipo qui: “Per finanziare gli investimenti occorrono centinaia di miliardi di euro che non possono continuare a provenire da debiti, ma devono provenire da “risorse proprie” e le risorse proprie dello stato, secondo lo scribacchino di regime, sono i vostri soldi.

    Cervelli in pappa

    “È necessario che lo stato faccia meno debito facendo più debito. Serve innanzitutto depredare il risparmio privato, dopodiché suggerisce di fare altro debito, ma mica debito qualunque, no: DEBITO PERPETUO, che ci metterebbe nella condizione di essere perpetuamente ricattabili dai potentati finanziari, in pratica un paese in leasing dove la proprietà della nazione sarà detenuta a vita e senza possibilità di riscatto dagli istituti finanziari : un fottuto genio!

    “Di riduzione degli sprechi, minore interventismo statale e minori uscite di spesa, tagliando e privatizzando, non se ne parla. Sarebbe troppo turbo liberismo, davvero troppo, in un paese dove lo stato media il 68% dell’economia. (…)”.

    Questo l’articolo di De Marchi: 

    “LE DUE OPZIONI PER SALVARE L’ITALIA DAL DISASTRO
    Gianluigi De Marchi Money.it
    10 aprile 2021

    “Patrimoniale o titoli irredimibili

    “La grande mole di debito dell’Italia ci pone davanti due soluzioni possibili: l’arrivo della tanta temuta patrimoniale oppure un’emissione sul mercato di titoli irredimibili.

    “Dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia, il debito rischia di soffocare le prossime generazioni. Infatti lo Stato ha emesso oltre 140 miliardi di BTP in una fase di contrazione dell’economia (il PIL a fine 2020 è sceso del 10% circa) e di contemporanea riduzione delle entrate fiscali (per la riduzione del PIL e per il rinvio della riscossione delle imposte).

    “A questo punto appaiono possibili due strade per far fronte alla montagna di debito accumulata: la tanto temuta tassa patrimoniale o un’emissione sul mercato obbligazionario di titoli irredimibili.

    “L’Italia è schiacciata da una montagna di debito

    “A fine anno il debito pubblico è arrivato a 2.600 miliardi di euro, e nel frattempo il PIL è sceso a 1.600 miliardi di euro, portando così il rapporto debito/PIL al 160%.

    “Il governo prevede una forte ripresa nel 2021, ma non basterà certo un anno per tornare ai livelli precedenti, e quindi bisogna fare qualcosa.

    “Il “qualcosa” deve prevedere provvedimenti che non siano semplicemente un tampone (bonus a pioggia, ristori, rinvii di imposte e di rate dei muti, ecc.), ma un concreto intervento in investimenti.

    “Per finanziare gli investimenti occorrono centinaia di miliardi di euro che non possono continuare a provenire da debiti, ma devono provenire da “risorse proprie”.

    “E allora le strade sono solo due: una drastica ed una morbida.

    1) La tassa patrimoniale
    La prima è l’introduzione di un’imposta patrimoniale. Potrebbe trattarsi di un’imposta a raffica su tutte le ricchezze (titoli, case, aziende), oppure di un’imposta a macchia di leopardo (solo i titoli, i depositi bancari, gli immobili). (…)”.

    “Beneficio palese per lo Stato: raccogliere cifre imponenti in un attimo (si pensi alla tosatura fatta dal governo Amato un venerdì notte, sottraendo il 6 per mille dalle giacenze sui conti correnti).

    “Sacrificio palese per i cittadini: vedersi sottrarre parte dei risparmi per coprire il buco di bilancio. Una soluzione forzosa scatenerebbe tensioni di vario tipo e probabilmente, colpendo anche interessi stranieri investiti in Italia, genererebbe reazioni negative sui mercati con il possibile allontanamento degli investitori istituzionali.

    2) I titoli irredimibili

    “La seconda soluzione è il lancio di titoli irredimibili, cioè privi di scadenza, che pagano ai sottoscrittori solo un interesse annuo per l’eternità. Chi li acquista cede il proprio capitale in via definitiva allo Stato in cambio di una rendita per sé e per la sua discendenza. Per converso, lo Stato, in cambio dell’impegno a pagare la rendita, non assume alcun obbligo di rimborsare il capitale. Non essendoci un rimborso, il capitale raccolto è acquisito definitivamente dallo Stato e non costituisce debito. Da notare che i risparmiatori possono comunque recuperare in ogni momento l’investimento vendendo i titoli in Borsa.

    “I titoli irredimibili non sono certo una novità (sono stati emessi fin dal XVIII secolo da Stati Uniti, Inghilterra, società private e anche dall’Italia, con due serie denominate Rendita 3,5% e Rendita 5%): la novità potrebbe essere costituita dall’utilizzo di diversi sistemi di calcolo della rendita. Oltre a quello tradizionale (tasso fisso), che espone il detentore al rischio d’inflazione nel tempo, si potrebbero ipotizzare tranche a tasso variabile o anche a tasso indicizzato sul PIL (…).

    “Beneficio palese per lo Stato: raccogliere cifre consistenti (almeno 10 miliardi il mese) da destinare a fondo perduto alle imprese o alla realizzazione di infrastrutture.

    “Beneficio palese per i risparmiatori: percepire una rendita infinita d’importo superiore a quello dei BTP ordinari (la mancanza di scadenza va “pagata” con un tasso un po’ superiore a quello corrente) e facoltà di recuperare in ogni momento i soldi vendendo i titoli.

    Quale scelta conviene all’Italia?

    “Volendo usare termini raffrontabili, la patrimoniale è un contributo forzoso, i titoli irredimibili sono un contributo volontario, una “patrimoniale temporanea” (dura finché non si vende il titolo) e “remunerata” (incasso delle cedole)”.

    Dalla bacheca di Alexander Swan su FB

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