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Roma: le prove sono finite

Ora le prove devono necessariamente terminare. A dire la verità sarebbero dovute terminare con l’inizio della stagione ma questa è tutta un’altra storia. Prima o poi le partite decisive, quelle da dentro o fuori, arrivano. E sono arrivate. Non in campionato, dove c’è il pericoloso e autolesionistico alibi del “tanto c’è tempo per recuperare”.

Stasera all’Olimpico si gioca il primo di un doppio match contro il Cska Mosca. E questi due incontri saranno decisivi per il passaggio del turno Champions. Infatti dopo due giornate la classifica del girone europeo recita Cska 4, Real Madrid e Roma 3, Viktoria Plzen 1. Tradotto vuol dire che servono almeno 4 punti contro i russi. Anche perchè la squadra dell’ex U.R.S.S. ha battuto gli spagnoli, mentre la Roma al Bernabeu non ha preso una sonora ‘imbarcata’ solo per i miracoli di Olsen e la mancanza di mira dei madridisti.

Doppio confronto decisivo, dicevamo. E chi ha a cuore le sorti dei giallorossi non può che essere preoccupato. E’ una squadra che a fine ottobre non ha ancora un’identità tattica, è mentalmente molto vulnerabile e da l’impressione che anche dal punto di vista fisico i problemi non manchino. Per non parlare della gestione della rosa. Karsdorp è misteriosamente diventato la riserva della riserva, Schick delude solo nella Roma mentre in nazionale gioca e segna, per vedere esordire Coric si è dovuto aspettare di stare sotto di due gol in casa contro la Spal il 20 ottobre.

Oggettivamente è difficile poter pensare che dopo la brutta prestazione di Empoli, dove di buono c’è stato solo il risultato, e il disastro casalingo contro la Spal la squadra possa trasformarsi contro un avversario di ben altro spessore. Ma nel calcio mai dire mai. E a far sperare i tifosi romanisti c’è l’esempio del derby. Però quando si usa troppo il verbo sperare in momenti decisivi della stagione non è un buon segno. Insomma, non ci resta che incrociare li dita. E sperare…

 

Andrea Felici