Alessandro Sallusti sul Giornale di oggi riferisce che ieri il ministro Quagliariello ha inaugurato a Sanremo «Controcorrente», sei giorni di dibattiti organizzati dal Giornale. “Non è – chiarisce Sallusti – una festa né un convegno. È tornare alle origini di questo giornale, nato quarant`anni fa per mano di un gruppo di giornalisti e intellettuali – guidati da Indro Montanelli – che non se la sentivano più di stare nella corrente di quegli anni. Anni bui, anticamera di anni insanguinati, con uno Stato debole in balìa di poteri extraparlamentari: sindacati, minoranze politiche violente, giornali faziosi e una borghesia che aveva abbandonato la sua vocazione liberale per abbracciare, più per noia che per convinzione, la causa di una sinistra comunista”.
“Contro questo pensiero unico – ricorda Sallusti – nacque Il Giornale, che divenne subito il bersaglio per antonomasia. Chi ci scriveva venne emarginato dalla comunità intellettuale, chi lo leggeva venne bollato come sporco fascista e minacciato per strada. Sono passati quarant`anni e siamo tornati nelle stesse condizioni”.
“Un Parlamento fragile e intimorito – sostiene Sallusti – ha ceduto i poteri ai magistrati, giornali faziosi e settari impongono linee politiche e chi dissente è bollato come rozzo, «servo di Berlusconi». Ci hanno detto che noi non di sinistra siamo banditi, evasori, puttanieri. Le inchieste scomode di questo giornale passano per «macchina del fango», le nostre idee vengono derise nei salotti buoni”.
Ma, dice Sallusti, “come i fondatori di questo giornale, abbiamo più a cuore la libertà, nostra e di tutti, che il consenso”.
