BELPIETRO: FAR FUORI IL CAV PER LA SINISTRA È UN BOOMERANG
“Anche se domani – scrive Maurizio Belpietro su Libero – la giunta delle elezioni dovesse dichiarare decaduto il Cavaliere dalla carica a cui lo hanno eletto dieci milioni di italiani, l`avventura del signor Bonaventura, al secolo Silvio Berlusconi, non si chiude qui. (…) Seppur logorato, il movimento che lui ha fondato e portato al successo continua a rappresentare il 30 per cento dell`elettorato attivo, vale a dire che è il più importante partito del Paese. E poi perché levato di mezzo Berlusconi i problemi dell`Italia non sono né risolti né in via di risoluzione”.
“Che succederà – si chiede Belpietro – quando la ripresa non darà segno di essere in arrivo e le condizioni economiche peggioreranno? Il governo Letta o chi ci sarà continuerà a tassare le seconde case e a taglieggiare le pensioni che non sono al minimo pur di fare cassa? Oppure avremo una maggioranza piddina e grillina che darà finalmente seguito al progetto di decrescita felice, cioè a un programma di governo che ci renda tutti più poveri? L`uscita di scena di Berlusconi, o per lo meno la sua decadenza da un incarico parlamentare e la sua consegna agli arresti domiciliari, non risolve nessuno dei problemi italiani, ma piuttosto li aggrava, togliendo di scena brutalmente uno degli interpreti di chi sogna per questo Paese un futuro liberale e più moderno”.
“Chi oggi – conclude Belpietro – vuole chiudere con un voto di commissione la storia ventennale di Berlusconi non ha capito niente. Il voto contro di lui potrebbe presto trasformarsi per la sinistra nel peggiore dei boomerang”.
