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Una Giunta che non comunica
roberto gualtieriCercare di comprendere cosa stia esattamente facendo la giunta Gualtieri non è impresa facile per noi poveri giornalisti. Siamo passati dalla “politica dei social” (e sui social) della giunta Raggi alla politica muta, o quasi, della giunta Gualtieri. Una via di mezzo, nella comunicazione istituzionale, non guasterebbe: è indicativa la conferma a capo dell’ufficio stampa del Comune di una risorsa interna, ad interim, per capire che la comunicazione non è, al momento, al centro dell’attenzione del Sindaco.
Come si svilupperà la città? Quali le priorità infrastrutturali? Come contrastare l’inaridimento delle zone del centro che patiscono gli effetti della pandemia (alberghi, locali e ora anche cinema che chiudono uno dietro l’altro)? Quali i programmi sulle periferie? Quali i programmi sulla mobilità? Quale il punto sul dialogo con la Regione Lazio su tematiche fondamentali come il ciclo dei rifiuti ed il trasporto locale ferroviario sulle ex ferrovie concesse? Come si sta sviluppando il rapporto con i Municipi?
Gualtieri per ora tace e parlano poco anche i suoi assessori.
Chi volesse, ad esempio, anche solo provare a capire, come ho fatto io, cosa attenda il quadrante sud verso il Mare con particolare riferimento alla Roma-Lido (futura “metromare” secondo gli annunci di Zingaretti dello scorso settembre) avrebbe difficoltà persino ad inviduare la data dalla quale effettivamente Astral subentrerà ad ATAC nella gestione della tratta (pare da luglio 2022, ma non è chiaro), chi dovrà gestire la manutenzione dell’infrastruttura (pare RFI tramite ditte in appalto), quali treni vi circoleranno (per ora, pare, alcuni CAF sottratti alla metro A come pezza d’emergenza, peraltro gli stessi CAF che circolano solo perché si è ottenuta una deroga a livello ministeriale alla scadenza di revisione generale obbligatoria), quali i futuri investimenti in materiale rotabile (pare mezzi della ex FIREMA spa da un decennio in amministrazione straordinaria ed ora conferita, nei suoi asset attivi, ad una multinazionale indiana).
Certo, la sovraesposizione di annunci e contro annunci – sovente polemici – e l’attivismo social (più che operativo) degli esponenti della precedente consiliatura non ha costituto un vantaggio per i cittadini, ma inutile confusione. Tuttavia il mutismo istituzionale che avvolge questa coda di inverno e di pandemia a Roma non è, parimenti, un buon viatico per i prossimi cinque anni a guida Gualtieri e PD del Comune di Roma.
CB