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Inutile tirare il papa dalla propria parte

Papa Leone XIV è l’erede di Bergoglio o di Ratzinger? Il suo pontificato continuerà nella linea di Francesco o in quella di Benedetto XVI? Se lo chiedono in tanti, e ognuno cerca di tirare la giacchetta, o meglio: la tonaca, di Prevost dalla sua parte.

Il nuovo papa, come tutti (o quasi) i suoi predecessori, parla di pace, mai più la guerra, stare dalla parte dei poveri e dei malati, tutti gli uomini (e le donne, sottinteso) sono fratelli, eccetera, eccetera.

Prevost è un agostiniano, un ordine di cui è stato priore. Come agostiniano è stato molto vicino a Ratzinger. Ha scelto di chiamarsi Leone, mostrando di voler continuare l’azione pastorale di papa Pecci, l’autore dell’enciclica Rerum novarum che ha spinto la Chiesa a occuparsi dei rapporti sociali, economici, sindacali e di conseguenza politici dei lavoratori e degli imprenditori. E’ un missionario, trent’anni in una zona povera del Perù.

Queste le certezze su cui contare per prevedere quale sarà la sua azione futura. Ne aggiungo un’altra, una mia impressione che riguarda il suo carattere: mite, moderato, deciso. Ascolta tutti, ma decide da sé, senza tentennamenti, nel rispetto della dottrina e della storia del cattolicesimo. La Chiesa aveva bisogno di un leader, e l’ha trovato. E’ inutile tentare di tirarlo per la giacchetta. (Arrigo d’Armiento)