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Omicidi Villa Pamphili: ragazzo segnalo’ Kaufmann con figlia poche ore prima ritrovamento corpi

Un uomo è accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. Le indagini rivelano dettagli inquietanti.

Una chiamata al 112, avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno del 2025, ha denunciato non un reato, bensì una situazione definita “strana” che si è verificata in via Leone XIII, nei pressi del parco di Villa Pamphili, a Roma. Un uomo, descritto con un cappello, è stato visto camminare per strada con una bambina in braccio, vestita di rosa. La posizione delle gambe della bambina, in particolare, ha sollevato preoccupazioni, rendendo la situazione anomala. Poche ore dopo, nel parco, sono stati ritrovati i corpi della 28enne Anastasia Trofimova e della sua figlia di pochi mesi, Andromeda. Questo è quanto emerso questa mattina durante il processo in corso contro Francis Kaufmann, noto anche come Rexal Ford, accusato del duplice omicidio. La Procura capitolina, nel procedimento con rito immediato, contesta all’imputato il duplice omicidio aggravato da motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia, oltre all’occultamento di cadavere. Questa mattina è stata ascoltata come testimone l’investigatrice della polizia di Stato, Pamela Franconieri, che ha raccontato le fasi delle indagini che, a partire dal ritrovamento dei due cadaveri, hanno portato all’arresto di Kaufmann, avvenuto il 13 giugno successivo sull’isola di Skiathos, in Grecia. Poco dopo il ritrovamento dei corpi, “la notizia ha iniziato a circolare sui social e nei notiziari, il che ci ha aiutato, poiché una donna ha chiamato il 112 segnalando che il figlio la notte precedente era passato da lì e aveva chiamato anch’esso il 112 dicendo di aver visto un uomo con una bambina, e che la situazione era molto strana”. Dagli accertamenti è emerso che “un minorenne aveva chiamato il 112 la notte del 7 giugno, all’1:35. Non c’è un reato, ma aveva visto una situazione che lo aveva allarmato”, ha spiegato l’investigatrice.

Dettagli sul ritrovamento dei corpi

Nel corso dell’udienza, Franconieri ha descritto le fasi del ritrovamento dei corpi. Prima il corpo della bambina, e successivamente quello della donna, in avanzato stato di decomposizione, rinvenuto sotto un sacco nero da cui fuoriusciva un arto. In aula sono state mostrate anche le foto dei cadaveri della 28enne e della figlia. “La distanza tra i due corpi è di 300 metri in linea d’aria, percorrendo i vialetti 400-500 metri, entrambe erano senza vestiti”, ha spiegato l’investigatrice, definendo “una messa in scena” il cosiddetto teatro degli eventi, ovvero “quando più scene del crimine si collegano tra di loro”. Interrogata sul tema, Franconieri ha sottolineato che “non poteva essere casuale che due corpi fossero abbandonati in quel modo, privi di elementi per poterli identificare. Erano sistemati. La donna era adagiata sotto gli oleandri in fiore e coperta. La bambina era in mezzo ai rovi, in una posizione prona, con il volto nella terra”. Inoltre, ha spiegato l’investigatrice, “non abbiamo avuto l’impressione che quei punti fossero il luogo della morte. Sulla donna sono stati trovati segni di trascinamento. Dagli elementi raccolti, è possibile che anche la bambina sia deceduta prima e poi adagiata lì”. La condizione di ritrovamento dei due cadaveri ha reso difficile l’identificazione. “La prima cosa da cui si parte è l’identità della vittima – ha affermato -. Avevamo due corpi ma non avevamo identità. Quei due corpi non erano più nessuno, erano privi di qualunque cosa”. Dalle prime analisi, la morte della bambina è stata collocata tra le 12 e le 24 ore precedenti, mentre quella della donna, tra i 4 e i 7 giorni precedenti. “L’ipotesi che facciamo subito è che i corpi siano collegati tra di loro e che quindi potessero essere madre e figlia”, ha sottolineato l’investigatrice. Nel frattempo, sono state avviate le indagini per ricostruire anche i giorni precedenti al ritrovamento.

Indagini e arresto di Kaufmann

Da lì, sono state ripercorse le segnalazioni da Campo de’ Fiori a via Giulia riguardanti Kaufmann, prima con la compagna e la figlia e, negli ultimi giorni, solo con la bambina. Tra queste, quella dei dipendenti di un hotel del centro, che il 6 giugno avevano notato l’uomo nella hall con la bimba. L’investigatrice ha poi evidenziato il ritrovamento del vestitino della piccola in un secchio della spazzatura di viale Rosa Luxemburg, fino alle indagini che hanno permesso di arrestare Kaufmann a Skiathos, dove era fuggito dopo i fatti. “In una via piena di turisti e di gente, lo vediamo che cammina, vestito come era partito da Fiumicino, con un berretto, gli occhiali e delle birre in mano – ha spiegato Franconieri -. Dopo un breve pedinamento, i colleghi greci lo hanno fermato e identificato. Al momento dell’arresto non ha fatto domande. Ha ribadito di essere americano. Quando ha sentito che parlavamo in italiano, ci ha appellato immediatamente come mafiosi. Con i greci, invece, si è comportato bene”.

Considerazioni finali e perizia psichiatrica

“È evidente che nessuno le ha salvate. I familiari se lo chiedono” – hanno commentato gli avvocati Arturo Salerni e Mario Angelelli, legali di parte civile della famiglia delle vittime. “Sapevamo che c’era questa telefonata, nel dettaglio ce l’ha spiegata l’investigatrice”. Questa mattina, intanto, in apertura di udienza, la Corte ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica per accertare la capacità di stare nel processo di Francis Kaufmann, conferendo l’incarico che verrà completato entro 30 giorni. La richiesta era stata avanzata dalla difesa di Kaufmann, che nel frattempo è stato trasferito dal carcere di Rebibbia a quello di Regina Coeli. “Sulla perizia ci rimettiamo alla scienza, come avete sentito sono due periti, quindi vedremo che cosa diranno”, hanno concluso Salerni e Angelelli.