C’era una volta una mela che pendeva felice dal ramo di un albero. A un tratto, si allarmò.
“Chi c’è qui?” domandò.
“Sono un vermicello”.
“Che cosa vuoi?”
“Ti ho scelto perché sei la più bella di tutte”.
“Mi stai mangiando, se ho capito bene”.
“Sì, perché? Non posso?”
“Io vorrei crescere bella e buona per favorire dei bambini, non dei vermi, se permetti”.
“Lo capisco, ma anche io ho bisogno di nutrirmi”.
“Che vedo? Stai costruendo addirittura delle gallerie dentro la mia polpa. Così mi farai cadere dall’albero e non sarò più buona per nessuno”.
“E allora?” chiese il verme.
“Aiuto! Aiuto!” implorò la mela rossa rivolgendosi agli spiriti dell’aria.
Qualcuno ascoltò il suo grido di aiuto e accorse.
Si trattava di un esserino con le ali che si presentò: “Sono una fatina dell’aria. Che cosa posso fare per te?”
“Non vedi? Sono stata attaccata da un vermiciattolo e, come se non bastasse, c’è un picchio che gli sta facendo la posta per mangiarselo” disse la mela.
“Che catastrofe. Fammi pensare… ecco, sì, ci sono! Faremo diventare il tuo bruco una farfalla così volerà via e non ti disturberà più”.
In pochi attimi, la fatina liberò la mela dal bruco che divenne un lieve esserino alato: “Ecco fatto. Sei contenta?”
“Oh sì, molto. Ma ora? Come farò a presentarmi a dei bambini così piena di buchi?”
“Non temere. I fanciulli sapranno che cosa fare”.
La fatina volò via e, poco dopo, arrivarono due ragazzini. In cerca di mele.
“Questo albero è pieno di frutti. Cogliamone qualcuno” disse Berto.
“Guarda lassù. Ce n’è uno bellissimo” indicò Silvio.
“Dici quella mela bianca e rossa?”
“Sì. Arrampichiamoci”.
Detto fatto, i due amici salirono sul tronco del melo e colsero il frutto più bello.
“Non è possibile! E’ bacata” disse Berto.
“Peccato, ma non voglio buttarla via. La cureremo”.
“E come?”
“Prima di tutto, laveremo tutte le gallerie all’interno, poi le riempiremo con il miele e metteremo la mela a cuocere in forno. Vedrai, sarà buonissima”.
Così fecero. Alla fine, Sergio e Berto gustarono uno dei più buoni frutti della stagione invernale e ringraziarono la mela per essere stata tanto generosa con loro.
Maria Rosaria Fortini

