Sanita’: studio Gemelli-Cattolica su stratificazione del rischio per anziani in pronto soccorso
Uno studio rivela l’efficacia degli Early Warning Score nei pazienti ultraottantenni, evidenziando la loro importanza nel pronto soccorso.
Si chiamano Early Warning Score (Sistema di Allerta Precoce) e sono strumenti fondamentali utilizzati nel pronto soccorso per supportare il triage e la stratificazione del rischio. Questi strumenti, sebbene preziosi nella pratica clinica quotidiana, mancano purtroppo di studi approfonditi riguardanti le loro performance specifiche negli ultraottantenni. La capacità di identificare rapidamente il rischio nei pazienti anziani, che sono sempre più numerosi nei nostri pronto soccorsi, è diventata una sfida centrale per gli ospedali, specialmente per coloro che corrono il rischio di un peggioramento clinico nelle prime ore dall’arrivo. Un recente studio condotto dai ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicato su Jama Network Open (https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2846718), ha esaminato l’efficacia di diversi strumenti di valutazione clinica rapida nei pazienti di età pari o superiore a 80 anni. La ricerca, effettuata presso il Pronto Soccorso della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha analizzato un totale di 50.645 accessi consecutivi di pazienti ultraottantenni registrati tra il 2015 e il 2024.
Analisi dei Sistemi di Early Warning Score
L’obiettivo di questo studio era quello di confrontare le prestazioni di cinque diversi sistemi di Early Warning Score (Ews), strumenti basati su parametri vitali utilizzati per stimare il rischio di deterioramento clinico nelle fasi iniziali della valutazione in emergenza. I ricercatori hanno preso in considerazione cinque punteggi utilizzati nella pratica clinica internazionale: News, News2, Mews, Rems e Iews. La loro capacità di prevedere un rapido deterioramento clinico è stata valutata, definito come ricovero in terapia intensiva o decesso entro 24 ore dall’arrivo in pronto soccorso. Nel campione analizzato, composto da soggetti con un’età mediana di 85 anni e con il 54,6% di sesso femminile, il 2,4% dei pazienti (1.233) ha mostrato un peggioramento clinico entro le prime 24 ore. I risultati indicano che tutti i punteggi analizzati possiedono una capacità predittiva complessivamente buona, confermando il loro valore nel supportare le decisioni cliniche nelle fasi iniziali della valutazione in pronto soccorso, anche per i pazienti più anziani. Tuttavia, tra gli strumenti esaminati, il News ha dimostrato la migliore capacità di distinguere i pazienti a maggior rischio, mentre il Rems ha mostrato la migliore calibrazione, cioè la maggiore coerenza tra rischio stimato ed esito reale. Un risultato particolarmente interessante riguarda i pazienti più longevi: con l’aumentare dell’età, oltre i 90 anni, la capacità predittiva della maggior parte dei punteggi tende a ridursi, mentre il Rems ha mostrato prestazioni più stabili e addirittura migliori nei pazienti con più di 94 anni, suggerendo un possibile ruolo privilegiato per la stratificazione del rischio nei cosiddetti “grandi anziani”.
Parametri Clinici nei Pazienti Anziani
L’analisi ha anche identificato alcuni parametri clinici particolarmente significativi nei pazienti più anziani. Nei soggetti di 87 anni o più, i fattori maggiormente associati a un rapido deterioramento sono risultati la necessità di ricevere ossigeno, i valori di pressione arteriosa sistolica e il livello di coscienza misurato con la Glasgow Coma Scale. “L’invecchiamento della popolazione sta cambiando profondamente il profilo dei pazienti che arrivano in pronto soccorso – spiega il dottor Marcello Covino, primo autore dello studio pubblicato su Jama Network Open, responsabile della Uos Organizzazione dell’indicazione al ricovero (presso la Uoc Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso) e docente di Medicina dell’Emergenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Strumenti semplici e rapidamente disponibili, come gli Early Warning Score, possono aiutare i clinici a riconoscere precocemente i pazienti più fragili e a indirizzare tempestivamente le risorse assistenziali”. “I risultati di questo studio – prosegue il professor Francesco Franceschi, Ordinario di Medicina Interna, Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della Uoc Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso – sottolineano l’importanza di valutare e adattare gli strumenti di triage alla popolazione molto anziana, sempre più rappresentata nei dipartimenti di emergenza. Questa ricerca fornisce un importante contributo per migliorare la comprensione di come ottimizzare la valutazione del rischio negli ultraottantenni, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza dei pazienti e l’efficacia delle decisioni cliniche nelle prime fasi dell’assistenza”.
Attività Assistenziale e Scientifica al Policlinico Gemelli
A conferma dell’intensa attività assistenziale e scientifica della Uoc di Medicina d’Urgenza del Policlinico Gemelli, nel solo 2025 il Pronto Soccorso ha registrato circa 72.500 accessi, il 21% dei quali rappresentato da pazienti di età superiore ai 64 anni, a testimonianza del crescente peso della popolazione anziana nei dipartimenti di emergenza. Nel frattempo, la scuola di Medicina d’Urgenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si conferma tra le più autorevoli in Italia e in Europa, con oltre 320 pubblicazioni peer-reviewed sulle principali riviste mediche internazionali solo negli ultimi 5 anni. La scuola di specializzazione, che dispone di 23 posti, ha registrato il completo riempimento del bando negli ultimi anni, confermandosi tra le più attrattive per i giovani medici interessati alla medicina d’emergenza.

