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Roma, ancora una vittima sulla strada: “Pedoni sempre più esposti, serve una svolta culturale”

Un’altra morte, un’altra vita spezzata sull’asfalto. A Roma una donna di 73 anni è l’ennesima vittima della strada nel 2026. Un dato che riapre il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla tutela dei pedoni, considerati i soggetti più vulnerabili della mobilità.

I numeri che preoccupano

A tracciare il quadro è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, che parla di una situazione “intollerabile”:

  • 39 vittime nei primi quattro mesi del 2026
  • 3 in più rispetto allo stesso periodo del 2025

Numeri che interrompono un trend positivo registrato negli anni precedenti, quando i decessi annuali erano scesi da 154 nel 2023 a 124 nel 2025.

“Non basta intervenire sulle strade”

Secondo l’assessore, non esistono soluzioni semplici. Le politiche messe in campo – tra controlli, autovelox e interventi infrastrutturali – non possono da sole risolvere il problema.

Il punto centrale resta il comportamento umano:
oltre il 90% degli incidenti, sottolinea Patanè, è causato da errori alla guida:

  • distrazione
  • eccesso di velocità
  • violazioni del codice della strada
  • guida sotto effetto di alcol o droghe

Una città costruita per le auto

Ma c’è anche un problema strutturale. Roma, come molte città europee, è stata progettata nel dopoguerra privilegiando l’automobile.

Il risultato?
Pedoni, anziani e bambini si muovono in uno spazio urbano che non li mette al centro, ma li costringe a contare sulla prudenza degli altri.

Un modello che oggi mostra tutti i suoi limiti.

La svolta: ripensare lo spazio pubblico

La direzione indicata è quella già adottata da diverse città europee: ridisegnare lo spazio urbano per proteggere chi è più fragile.

Non solo controlli e sanzioni, ma:

  • strade progettate per ridurre la velocità
  • attraversamenti più sicuri
  • maggiore spazio a pedoni e ciclisti

Una trasformazione che, secondo l’assessore, non è una moda ma una scelta politica: stabilire che lo spazio pubblico è un bene comune, non dominio delle auto.

L’appello ai cittadini

Accanto agli interventi istituzionali, arriva anche una richiesta diretta ai romani: cambiare atteggiamento.

Più attenzione alla guida, rispetto delle regole e tolleranza zero verso le infrazioni quotidiane, anche quelle apparentemente minori.

Perché, ricorda Patanè, anche un comportamento banale – come una sosta irregolare – può avere conseguenze gravi.

Una responsabilità collettiva

Dietro ogni numero c’è una storia. E ogni incidente mortale rappresenta, nelle parole dell’assessore, “una sconfitta collettiva”.

La sfida, ora, è duplice:

  • trasformare le strade
  • cambiare la cultura della mobilità

Solo così, conclude, sarà possibile evitare che tragedie come quella avvenuta in via dei Colli Portuensi continuino a ripetersi.ffi