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Favola della domenica – Il viaggio fantastico

C’era una volta una bambina di nome Mariella che amava molto viaggiare.

Con i genitori, aveva girato per l’Europa e parte dell’America. Pensava di aver visto molto più dei suoi coetanei.

Per di più, una notte, compì una gita fuori dal comune. Un viaggio in una terra sconosciuta.

Sognò che un bambino si trovava dietro l’uscio di casa sua. Si sentì chiamare. Mariella attraversò la porta come fosse inesistente e lo raggiunse. Riavutasi dalla sorpresa, i due si presero per mano.

“Mi chiamo Alessandro. Se vuoi, ti conduco in un luogo splendido che non hai mai visto prima”.

“Vengo volentieri. Nessuno mi ha mai fatto attraversare una porta di legno massiccio”.

Arrivarono in una radura. Il ragazzino spostò alcune fronde poste sul terreno e apparve un’apertura. Da lì partivano larghe scale che portavano in basso.

“Vieni, scendiamo”.

Mariella seguì il compagno. Tra scale e camminamenti, si spostavano sempre più velocemente. La bambina fu presa da vertigini e, dopo un tempo che non seppe calcolare, si ritrovò accanto a un lago calmo e luminescente.

“Dove siamo?” domandò.

“Quasi al centro della Terra”.

“Incredibile. Quanto tempo abbiamo impiegato?”

“Il tempo non è uguale dappertutto… Guarda laggiù”. Mariella si girò. Nel bel mezzo del lago, si stagliava una città circolare.

“In superficie, dove abiti, non potrai mai vedere una simile meraviglia”.

“Possiamo raggiungerla?”

“Sì, certo. Andiamo”.

In un batter d’occhio, i due ragazzi arrivarono al centro innalzato della città dove si ergeva un imponente edificio religioso. Tutt’intorno, si dipanavano canali che servivano al transito di navi per il rifornimento di beni e vettovaglie.

Molti cittadini si muovevano lungo le strade, vestiti con tuniche o uniformi. La ragazzina notò case tondeggianti e mezzi di trasporto in elevazione e del tutto silenziosi.

“Questa è una città modello. Mi sento felice solo a respirare quest’aria incontaminata”.

“Ci troviamo in un luogo pacifico. Forse è questo che ti ha colpito”.

Mariella si guardò intorno: “C’è anche un parco giochi?”

“Sicuro”. Si spostarono verso un parco pubblico dove cresceva una vegetazione rigogliosa.

“Sembra un vero paradiso” disse Mariella, ammirata.

Giocarono a rincorrersi, salirono sull’otto volante, saltarono su un tappeto elastico.

“Yuhuuu, sto andando verso il cielo…” gridò la bambina, felice.

“Certo. Qui la gravità è minore rispetto alla superficie della Terra”.

Mariella scese dal tappeto elastico con le guance arrossate: “Posso rimanere per sempre qui con te? E’ così bello…”

“Forse in seguito… Ma, per ora, ho voluto solo mostrarti il nostro modo di vivere”. Sedettero su una panchina.

“E’ per questo che mi hai fatto fare un viaggio tanto straordinario?”

“Sì. Perché tu ricordi che cosa hai vissuto e possa condividerlo con il maggior numero di persone”.

“Stai sicuro, lo farò”.

Mariella si svegliò: ‘E’ tutto vero. Non è un sogno, ne sono certa. Ho avuto un grande privilegio a conoscere Alessandro. Ricorderò lui e la città fantastica per sempre’.

Maria Rosaria Fortini